Ho detto e scritto più volte che secondo me ci sono due uve italiane tendenzialmente poco adatte alla produzione di vini rosa, e sono il sangiovese e il nebbiolo. Presentano, infatti, il medesimo problema. Se vengono raccolte presto, nell’intento di avere leggerezza e mantenere acidità, spesso se ne otteranno dei rosati dai tannini verdi, che proprio non sopporto (e men che meno tollero che per correggere la parte verde si tenti la via del residuo zuccherino); se invece vengono vendemmiate a pienissima maturità sia tecnologica (insomma, quando il grado zuccherino è elevato) e sia fenolica (dunque, a vinaccioli maturi e raspi secchi), i vini potranno risultare troppo alcolici, strutturati e soprattutto sgarbati, allappanti, cose che con la grazia dei rosati non ci hanno a che fare. Poi ci sono le eccezioni.
Tra le belle eccezioni di cui ho avuto esperienza ce n’è una che proviene da Barbaresco. Ovviamente, vista l’origine, si tratta di un rosato da nebbiolo, dato che Barbaresco è terra consacrata al medesimo vitigno. È il rosato della Cascina Luisin. Sinora è uscito due sole volte, nell’annata 2024, con il nome LXXIV, e nella 2025, con il nome Experientia.
L’edizione del 2025 è sbalorditiva. Le uve provengono dal territorio comunale di Barbaresco. Metà della massa fa acciaio, metà fa tonneau. Il colore è rosa corallo. Il sorso sa di succo di lampone, di ciliegia marasca, di melagrana, di mela annurca, di ribes; e poi di melissa, di salicornia, di erba limoncella, di lavanda. Il vino è asciuttissimo, sapido, persistente. Il tutto con neanche dodici gradi di alcol. Perfetto.
Insomma, alla Cascina Luisin ci ho trovato un rosato da nebbiolo sorprendente, che si candida seriamente a essere tra le più belle espressioni del vino rosa dell’annata. Non so se si tratti della classica eccezione che conferma la regola, ma credo che dovrò rivedere il mio punto di vista su quest’uva e sulla sua vocazione per la lavorazione in rosa, il che consolida l’idea che non si finisce mai di imparare.
Aggiungo che ho potuto provare anche la prima annata, la 2024, più chiara nel colore. Non ha la complessità e lo slancio della 2025, ma era pur sempre una “prima volta”. In ogni caso, aveva già la serietà che mi ha convinto nell’annata successiva.
L’Experientia in cantina costa 20 euro.
Vino Rosato Experientia 2025 Cascina Luisin
(92/100)


