Un pallone, un seme

pallone

Sono le otto di mattina e sto guidando per portare la mia bimba alla scuola materna. Vedo un pallone in mezzo alla strada e mi fermo. Un ragazzetto arriva di corsa, lo prende, e si mette in disparte con altri bambini di varie età. Riparto, sempre a passo di lumaca, e al bambino più piccolo scappa il pallone. Mi fermo di nuovo. Aspetto che lo recuperi e si metta al sicuro, e riparto, continuando a ringraziare mio padre e i suoi insegnamenti, lungo tutto il tragitto. “Quando vedi un pallone in mezzo alla strada, ricordati che c’è sempre un bambino che lo rincorre“. Avevo pochi anni quando il mio babbo ha iniziato a ripetermi queste parole come un mantra. Repetita iuvant. E aveva ragione! Perché certe raccomandazioni, quando ti entrano dentro davvero, diventano riflessi. Oggi sono io la persona che ripete infinite volte le stesse frasi, consapevole che dentro le mie parole c’è ancora la voce di mio padre e che i semi piantati bene, continuano a vivere e crescere per moltissimi anni.