Stavolta Pierangelo Boatti in etichetta ci ha messo la sua firma. Lui è lo chef de cave di Monsupello e continua a condurre l’azienda, insieme alla sorella Laura, lungo la strada ormai quasi leggendaria tracciata in Oltrepò Pavese da papà Carlo (Carletto, per chi gli era in confidenza). Il vino che ha firmato è il nuovo Blanc de Noirs. Fossi capace di fare un vino del genere, la firma vorrei mettercela anch’io. Quando però si tratta di illustrare qual era l’obiettivo prefissato, parla a voce unita con la sorella: dicono che ci hanno lavorato a lungo, provando e riprovando, con chiari nella mente tre elementi chiave, ossia la pulizia, l’eleganza e l’identità territoriale. Se qualcuno volesse obiettare che una dichiarazione d’intenti di questo genere la fanno in molti, controribatto che a realizzarla, in realà, ci riescono in pochi, e in casa Monsupello ci sono perfettamente riusciti, come ho avuto modo di apprezzare bevendo questo vino che si candida, per quanto mi riguarda, al ruolo di uno tra i migliori pinot neri in bianco con le bolle che mi sia mai capitato di bere in Italia. Mi spingerei fino a dire che si tratta, sin qui, del migliore in assoluto.
Mi permetto di sottolineare il verbo “bere”. Di solito, noi che scriviamo di vini, ci limitiamo ad assaggiare, anche in considerazione delle tante bottiglie che ci accade di stappare. Però un vino così non ti puoi limitare a sorseggiarlo. Questo chiama la convivialità, l’incontro, la tavola, la bevuta fraterna, la condivisione. Quando l’ho avuto nel bicchiere, mi sembrava di conoscerlo da sempre, cosa che mi ha sorpreso, essendo del tutto inattesa per un vino che bevevo per la prima volta. Mi sono dato la spiegazione che si trattava, probabilmente, del fatto che trovavo concretizzata nel calice quell’idea di metodo classico oltrepadano da pinot nero che avevo sempre immaginato, e forse sognato. Rotondo eppure scattante, materico eppure dinamico, del tutto e in tutto varietale, con quella fragolina di bosco che ti dice “è pinot nero”. Infinitamente presente, ti accompagna sereno nella conversazione. Ti mette a tuo agio, e questo, io credo, è il massimo che possa fare un vino.
Secondo me, un’ottima riuscita. Lo trovate, quant’ho capito, intorno a 38 euro, prezzo per i privati che fanno acquisti in cantina. Io la prima volta che sono in zona ne comprerò sicuramente alcune bottiglie.
Oltrepò Pavese Metodo Classico Pinot Nero Extra Brut Monsupello
(96/100)


