Quella luce che filtra dalla Porta di Vertine

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Dopo il grande calore di luglio e della prima metà di agosto, la settimana scorsa un paio di giorni di vento, di piogge e di temporali intermittenti hanno spazzato via, finalmente, quella cappa di grigiume che si era impossessata del cielo e del mio lago, aprendo in tal modo la strada a una luce abbagliante, affilata, tersa, che metteva in evidenza ogni singola balza dei monti antistanti alla mia riva, e che faceva sembrare più vicine le boe, le imbarcazioni, i surfisti e ogni singola cresta delle onde. Di più, se mi ponevo alla guida, quella medesima luce sembrava quasi trafiggere il parabrezza, e dovevo inclinare il parasole per non farmi accecare, e indossare gli occhiali scuri.

Ho ritrovato una simile espressione di nitore e di solarità nel frutto e nel sorso di un vino che ho stappato proprio in quelle circostanze. Si tratta del Chianti Classico La Porta di Vertine della cantina Bertinga di Gaiole in Chianti. L’annata è la 2023.

Considero Bertinga una delle più belle “nuove” realtà del vino toscano (l’azienda ha una decina di anni). Ho avuto occasione di assaggiarne i vini tre volte, e anche di andarci in visita. Ne ho sempre raccolte delle impressioni positive, avendo continua riprova di una finezza e quasi di una delicatezza di stile, di un frutto ben cesellato, e gustoso, e fresco. Però questo vino di un’annata non facile (vi ricordate quanta pioggia c’è stata nel 2023?) mi ha meravigliato. Sarà per via dell’altitudine, del fatto che la vigna, sulla collina che si protende fino ai cinquecento metri, raccoglie al meglio la luminosità del sole e la trasfonde nel vino, sarà per la cura di cantina, o sarà magari per via di quella sintonia che si instaura, talora, tra il vino e bevitore, ma a mè è piaciuto proprio tanto, e lo consiglio; di cuore.

Chianti Classico La Porta di Vertine 2023 Bertinga
(94/100)

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