Avete presente le caramelle gommose alla violetta? Eccole qui in versione liquida nel calice del Morgon Grands Cras di Jean-Marc Burgaud, accompagnate da un frutto maturo di mora selvatica.
Fa bene ogni tanto avere dei vini apparentemente semplici che ci invitano a non farci troppe domande. Anche se in verità la semplicità è forse una delle cose più complicate da ottenere, almeno a questi livelli di qualità. Certo, perché qui non mancano profondità e complessità. Non ditemi che sono contradditorio, sono caratteristiche che possono tranquillamente coesistere, e qui ne abbiamo un chiaro esempio.
Non serve essere ogni volta di quelli che hanno bisogno di spaccare il calice in quattro. Si può scegliere di bersi un vino per il puro piacere di farlo, senza retropensieri. Ed è mia convinzione che i vini del Beaujolais rispondano a questa esigenza, risolvendo l’equazione in modo brillante. Non vedo perché privarsene, tanto più che ci si può riempire la cantina senza svuotare il portafoglio. E questo nonostante l’aumento costante dei prezzi negli ultimi anni, sperando si fermi.
Aggiungo che sono vini che sicuramente possono aiutare ad avvicinare un pubblico giovane al vino, sia per il costo ragionevole che per la piacevolezza della beva. Un elogio a Jean-Marc e ai produttori del Beaujolais.
Morgon Grands Cras 2021 Jean-Marc Burgaud
(92/100)

