Abadal Sagristia è un progetto particolarissimo fortemente voluto dalla famiglia Roqueta, che produce vino da molte generazioni nei dintorni di Barcellona. Nella macroregione della Catalunya (che comprende non solo la parte spagnola ma anche quella francese del Roussillon) si dice fosse tradizione custodire un “tesoro”, una collezione di vecchi vini messi a riposare negli angoli più riparati della fattoria e considerati una eredità da tramandare nel tempo. In realtà questi vini, chiamati “vi ranci” in catalano, erano usati per riempire le grandi botti man mano che il vino evaporava. Si colmavano poi con altri vini di qualità eccezionale perché erà più semplice tenere questi vini da parte e usarli appositamente per questo scopo.
La sorprendente qualità di questi vini di riserva non tardò ad emergere, tanto che furono imbottigliati periodicamente per sottolineare l’incredibile personalità di una determinata botte, frutto di decenni di evoluzione e di continue aggiunte.
Ne è un esempio perfetto il C-1 di Abadal Sagristia, che deriva da varietà regionali bianche come il picapoll, la pansera e la malvasia. L’età media varia da quaranta a settant’anni, l’invecchiamento si fa in botti di rovere ma anche di castagno, legno presente nella regione. Per la cronaca le botti più vecchie risalgono al 1870, ben prima della fillossera. Ognuna di queste botti è stata analizzata e classificata in base all’età, allo stile del vino, al luogo di stoccaggio, all’umidità del locale e così via. Da questo nasce una complessità che rende uniche queste bottiglie.
La selezione che ho avuto la fortuna di bere ha prodotto 1147 bottiglie (le altre due selezioni contano appena cinquanta bottiglie ciascuna) con una media di quarant’anni di età. Le sensazioni odorose uniscono frutta secca, balsamo e caramello salato a note più avvolgenti di rosa bianca e liquore di arancia.
Come spesso capita, la grande sorpresa arriva all’assaggio. Siamo sferzati da una sensazione di severità dovuta alla combinazione di acidità e sale. Faccio fatica a pensare a un vino più secco e tagliente. Serve lasciarlo nel calice e permettere che escano profumi di spezie, origano, fiori secchi, pepe verde, mobile antico, sale e capperi, avvolti da una generale aria di iodio e di mare.
Sicuramente un vino che si può prestare ad abbinamenti arditi, dove gli altri non arrivano (penso ad esempio alla bottarga), ma che potrebbe bastare a sé stesso. Così com’è.
Vin de Licor C-1 Abadal Sagristia
(96/100)


