Da qualche parte ho letto che Pau Donés, voce e leader del gruppo rock spagnolo Jarabe De Palo, quando venne invitato da Luciano Pavarotti a duettare con lui nel concertone organizzato per raccogliere fondi in favore dei rifugiati dell’Afghanistan, volle sdebitarsi regalando al tenore modenese un prosciutto e una scatola da sei bottiglie di un vino rosso iberico della denominazione di origine del Somontano. Si trattava del Cabernet Sauvignon Riserva della cantina Enate.
Incuriosito, ne ho acquistato una bottiglia. Quando l’ho ricevuta, mi sono spaventato: in etichetta indicava quindici gradi alcolici. Di solito non mi piacciono in vini troppo alcolici. Invece confermo che quello che Donés fece a Pavarotti fu un ottimo regalo, oltretutto nemmeno tanto costoso (on line la bottiglia si compra intorno ai 17 euro), a riprova che non è il prezzo a rendere speciale il vino.
Per restare nel tema, direi proprio che si tratta di un rosso tenorile. Squilla in maniera inequivocabile con la voce carnosa del cabernet sauvignon, eppure ha un’indole melodica, o forse melodrammatica, che gli dà un forte dinamicità. L’alcol lo avverti solo dopo il secondo bicchiere, nel senso che a quel punto ne percepisci l’effetto, ma non l’eccesso. Infatti, è un vino che inganna, che si fa bere, che tiene a bada la potenza così come sa fare il cantante d’opera, che canta di drammi con afflato melodico, e la voce arriva fino all’ultina sedia del loggione, dove scatta per primo l’applauso del melomane vero e il “bravo” gridato a squarciagola.
Somontano Reserva Cabernet Sauvignon 2018 Enate
(91/100)


