Se mi chiedessero di scegliere una bottiglia italiana per un ipotetico campionato del mondo del vino, credo che selezionerei un Lambrusco. Con i vini fermi ce la giochiamo, sia tra i rossi che tra i bianchi e i rosa, ma i frizzanti sono roba solo nostra, e il Lambrusco, nelle sue molte accezioni, è formidabile, inimitabile, inarrivabile, e quand’è fatto bene è una goduria che non trova avversari.
Il Lambrusco Rosato Frizzante La Banda di Angol d’Amig è pura lussuria. Dell’azienda non so assolutamente nulla, né del suo titolare, Marco Lanzotti, ma sono grato al cielo che questo vino e questa cantina esistano.
Di questo La Banda ne ho bevuta una bottiglia dell’annata 2021 che avevo acquistato un anno e mezzo fa, dopo che me ne avevano servita un’altra in un’enoteca in Valpolicella. Era buono allora, ma adesso l’ho trovato sublime, in uno stato di grazia che mi ha lasciato imbambolato. Raramente ho incontrato un vino così gratificante da bere, succo goloso purissimo e cristallino, liquido luminoso e vivificante. L’acquolina in bocca. Gaudente appagamento della gola, compagno sublime della tavola. Mandarino, ribes, sale. Spiritello indomito, fervido sollecitatore di dialogo tra commensali. Magnifico.
(Sì, era un 2021, il che dice chiaro e forte che non è vero che il Lambrusco va per forza bevuto entro breve. Poi, non stupitevi del voto che gli do. Se uno si entusiasma, lo deve pure far vedere.)
Emilia Lambrusco Rosato Frizzante La Banda 2021 Angol d’Amig
(96/100)


