La Inglesa è una bodega andalusa, che si ispira, nell’intestazione, al ricordo di Luisa Rebecca Ward, moglie inglese di don Diego de Alvear, fondatore di un’altra famosa cantina, che porta il suo nome. Al nipote Francisco de Alvear è attribuito il merito di avere diffuso la coltivazione della varietà pedro ximenez nella regione e di avere introdotto il sistema di solera tipico della regione di Jerez.
Questa che segue è una panoramica dei vini della Inglesa che ho avuto modo di assaggiare, tutti nella denominazione Montilla-Moriles.
Fino en Rama. Nonostante i sette anni sui lieviti, l’impressione di flor non è eccessiva. È dominato da un bel frutto agrumato, da aromi di pera e spezie. Morbido e lungo, molto gradevole. (86/100)
Solera Fina. Trascorre tra i dodici e i quattordici anni sulla flor. Vino terreste e terroso, con una flor evidente. Si apre gradatamente all’aria per portare in avanti un bel frutto. (87/100)
Fino Pasado. Qui abbiamo un sosta sui lieviti spinta ai limiti della tipologia, da sedici a diciotto anni. Dicono che sia una caratteristica tradizionale della regione portare i vini in prossimità dell’ossidazione. Molto salino e verace, note di limone e frutta secca. Si avvicina ad un saké. Finale di ostrica e mare. (90/100)
Amontillado. con un affinamento di oltre venticinque anni, presenta cenni di mandorla tostata, sale e spezie. Entra come acqua si sorgente, molto cristallino, ma poi arriva la parte più viscerale. Resta uno dei più delicati mai assaggiati, non facilmente inquadrabile, si smarca per un retrogusto di grande spessore. (93/100)
Amontillado 45 Years. Vino non in commercio, si tratta di un fusto singolo da cui si traggono poche bottiglie per le degustazioni. Cappero e mare, finocchietto selvatico, sale, frutta tostata. Nonostante l’imponenza resta delicato e leggiadro. (95/100)
Amontillado 100 Years. Non può certo passare inosservato, sin dal colore ricco ed ambrato. Note di legno antico, sandalo, lacca, spezie, funghi, tutto sul terziario. Etereo. Pungente ma rotondo nel finale, ritrova una dimensione assai personale. Lunghissimo. Un vino a parte. (98/100)
Palo Cortado 55 Years. La finezza è la cifra stilistica della casa e certamente questo Palo Cortado non sfugge alla regola. I profumi sono eterei e delicati, tra le spezie, il caramello, i cereali e il mare. Alla beva scatena una potenza inattesa, grazie a una acidità incisiva. Molto complesso il suo sviluppo gustativo tra note di distillato, spezie, frutta candita, arancia, kumquat. Asciutto e persistente. (97/100)


