Anche gli spagnoli rinunciano al vino diventato caro

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Il fatto che molti osti e ristoratori pretendano di ammortizzare il costo della bottiglia già con la vendita del primo bicchiere è un grosso problema per il vino. L’ho scritto io per l’Italia, lo scrive Jaime Salinas Loaisa per la Spagna, e aggiunge che questo è il primo motivo per cui gli spagnoli bevono sempre meno vino al ristorante o al bar. Esattamente, sottolineo io, come accade qui da noi.

Dunque, piantiamola di piangerci addosso sostenendo che gli italiani bevono meno fuori casa perché hanno paura dopo che sono state inasprite le sanzioni per chi guida dopo aver bevuto. In Spagna non c’è stato alcun nuovo inasprimento, eppure la gente comunque beve meno al ristorante.

I veri problema del calo dei consumi nella ristorazione e nei locali di mescita, ovunque nel mondo, sono due: da una parte, il cambio delle abitudini della gente, dall’altra, e soprattutto, i ricarichi, che troppe volte vanno al di là del giustificabile, del comprensibile e dell’accettabile. Tu pretendi di farmi pagare un bicchiere di vino allo stesso prezzo che costa la bottiglia in enoteca? E io allora bevo altro. Magari una birra, che l’alcol ce l’ha anche lei. È così che funziona in Spagna, dice il collega, e va così anche in Italia.

(Quand’ho parlato di questo tema con un ristoratore, mi ha obiettato che a lui la gente dice davvero che non beve perché deve guidare. La mia controdeduzione è che i clienti hanno trovato una buona scusa per non bere più i vini diventati troppo cari, senza doverlo dire apertamente al ristoratore, rischiando di fare la figura del pezzente.)