Robert, che scrive di vino e spiega perché l’Italia conta

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Dunque, Robert Camuto non scrive più per Wine Spectator. La sua rubrica “Robert Camuto Meets” ha chiuso dopo dodici anni. Motivi di budget, pare. La crisi dell’editoria e quella, concomitante, del vino picchiano duro anche in America. Però a me Robert è sempre piaciuto per come scrive e anche come persona, a prescindere che scrivesse per la rivista del vino più famosa del mondo. Mi piacciono i suoi libri, l’ultimo dei quali è “Altrove a Sud“, che pubblicò per le Edizioni Ampelos poco prima che io proponessi alla medesima casa editrice il manoscritto dei miei “Esercizi spirituali per bevitori di vino”, e in precedenza mi era piaciuto il suo “Corkscrewed: Adventures in the New French Wine Country“, che avevo letto in inglese, quando ancora lui non lo conoscevo di persona. Adesso che vive a Verona ogni tanto lo incontro per un aperitivo, e mi piace il suo modo di ascoltare le storie del vino, e il suo essere, al contempo, del tutto disincantato. “In tutto questo periodo – mi ha raccontato -, mi sono divertito moltissimo a scrivere di produttori indipendenti e delle tendenze del mondo del vino. Certo, dodici anni sono un periodo lunghissimo per qualsiasi cosa”. Però Robert ha smesso di scrivere per Wine Spectator, ma non di scrivere di vino. Si è spostato sulla piattaforma Substack e ha aperto Italy Matters“, l’Italia conta, l’Italia è importante.

Con la mia esperienza e insieme a chi apprezza il mio stile personale di scrittura – mi ha detto -, sento che c’è ancora spazio per scrivere. Ho un forte bisogno di comunicare. Non potrei vivere senza! Così ho deciso di creare una newsletter che arrivasse direttamente ai lettori, senza il filtro di una piattaforma ufficiale come “Wine Spectator”. L’ho chiamata “Italy Matters” per due motivi: innanzitutto, voglio concentrarmi sull’Italia. Perché ora è il mio Paese. Ci vivo e ci tengo profondamente. In secondo luogo, non voglio limitarmi a scrivere solo di vino. Voglio scrivere anche di cibo e cultura, o persino della politica, per dare un quadro più ampio”. Perché il vino non è solo vino, ma è il contesto nel quale il vino nasce, nel quale si beve. La penso anch’io così. “Alcuni critici enologici – prosegue Robert – scrivono di vino per parlare del liquido in sé, ma per me è un pretesto per scrivere del luogo e delle persone. Queste sono le cose che mi stanno più a cuore. Il mio obiettivo è creare una comunità di valori attorno a questo mio lavoro. Spero che, col tempo, questa comunità condivida i miei scritti e apprezzi i miei libri! Adoro la comunicazione e il contatto che si creano con il formato della newsletter”. Io penso che il vino sia pretesto per parlare della vita, che è poi quello che fa anche Robert.

Bel progetto, questo “Italy Matters”, mi piace. Infatti, mi ci sono abbonato subito. La newsletter arriva per posta. L’abbonamento è gratis, consiglio di farlo. Per chi fosse interessato, basta cliccare questo link https://open.substack.com/pub/robertcamuto e poi aprire in alto il bottone sign in. Aprirete anche un dialogo con Robert.

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