Rivalutiamo i grandi vini dolci (eccone otto francesi)

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È una battaglia dura, ma non ci stancheremo di ribadire su queste pagine di quanto siano da (ri)scoprire i vini dolci. Per darne una dimostrazione, ecco qui una mia selezione di alcuni dei migliori dolci e liquorosi francesi. Questi li ho assaggiato al Grand Tasting di Bettane&Desseauve.

Château Gilette Sauternes Créme di Tête 1999. Il vino è affinato per venti o più anni in cemento e per questo si afferma per la sua totale originalità e complessità. Naso di liquirizia, curry, frutta confit. Potente e continuo, flirta con le note ossidative e ha un finale fantastico. Da provare con una cucina orientale speziata. (98/100)

Mas Amiel, Maury Millésime 1969. A metà strada tra il secco e il dolce, il tempo ha attenuato gli zuccheri. Datteri, fichi, mare, un finale di frutta secca, caldo e dolce, patinato dagli anni. Un vino della memoria. (97/100)

Domaine Huet, Vouvray Le Mont Moelleux première trie 1990. Non è una novità che dalla Loira vengano alcuni dei vini dolci più eccitanti al mondo. Huet è un interprete di primissimo piano di tutte le tipologie di Vouvray. Questo vino dopo 30 anni ha un frutto esplosivo di albicocca e frutta tropicale. Ha la leggerezza dei grandi vini di questa denominazione e un finale speziato di zafferano. (97/100)

Domaine Huet, Vouvray Clos du Bourg Moelleux 2002. Un altro grande moelleux da Huet. Si sente nettamente la botrite, che esalta le note esotiche e speziate di curry. Ha un residuo inferiore al precedente, solo 37 grammi. Spettacolare. (95/100)

Château Coutet, Barsac 2010. È ora di rivalutare i grandi liquorosi. Quale migliore occasione di questo vino dalle tinte barocche, che odora di scorza di arancio, miele di tiglio e spezie? L’acidità contrasta la morbidezza in un finale speziato di zafferano. (94/100)

Château Suduiraut, Sauternes 2005. Una versione ricca cui farebbe bene della freschezza in più. Complesso e con note di castagna, da bere nei prossimi anni. (91/100)

Domaine de La Rectorie, Banyuls Leon Parcé 2019. Note di pietra calda, cacao e tanta frutta sotto spirito. Vivace e con un tannino al momento possente. Attendere. (91/100)

Château de Rayne Vigneau, Sauternes 2003. Intenso e speziato, accusa un po’ di evoluzione. Finale di camomilla con un bel ritorno di acidità. (90/100)