“Se la gente sapesse quanto buono, digeribile e conviviale sia il Dolcetto, lo berrebbe ogni giorno”. La frase è di Aldo Vaira, vignaiolo piemontese. Io ho bevuto il suo Dolcetto d’Alba, annata 2023, e lo riberrei ogni giorno, a condizione, ovviamente, di avere la compagnia giusta, in primo luogo perché da solo non mi piace bere, e poi perché non c’è convivialità senza una bella compagnia e del buon cibo, e questo Dolcetto è, appunto, vino da chiacchiere e da cibo.
D’accordo, di solito quando pensi alla G.D. Vajra, l’azienda familiare condotta da Aldo Vaira, dalla moglie Milena e dai figli Giuseppe, Francesca e Isidoro, ti viene subito in mente il Barolo, e magari, oltre ai cru, anche quel loro Barolo Albe che è finito nell’ultima top 10 di Wine Spectator, ma questo Dolcetto è proprio una festa. Devo anzi dire che tra l’Albe e il Dolcetto trovo una perfetta continuità di linguaggio e di stile, che guarda prima di tutto alla beva e all’approcciabilità. Insomma, non ti impegnano in chissà quali pensieri e attenzioni, quando li stappi, e li bevi volentierissimo a tavola, e qui torniamo al tema della convivialità.
L’ho bevuto due volte in pochi giorni, questo Dolcetto del 2023. La prima volta a Vinitaly e poi a casa mia, perché il ricordo piacevole di quel rapido sorso in fiera mi era rimasto talmente appiccicato addosso, che ho dovuto – ho proprio dovuto – replicarlo con maggior calma e abbondanza. Ovvio che l’ho bevuto in compagnia, altrimenti tutti i discorsi che ho fatto di sopra non starebbero in piedi. La compagnia, va detto, ha molto apprezzato.
Dolcetto d’Alba 2023 G.D. Vajra
(92/100)


