Su di me esercitano un grande fascino quei vini che uso definire “i classici“, ossia quelli che descrivono in maniera esemplare, e costante nel tempo, l’appartenenza a una certa denominazione o a un certo stile, sia esso di territorio o dell’azienda che li produce. Era da un po’ che non riassaggiavo il Barolo Bussia di Parusso, che viene dal nebbiolo dei vigneti Rocche e Munie nella località Bussia di Monforte d’Alba. Ne ho potuta stappare una bottiglia dell’annata in commercio, la 2021, ed è stato incontrare di nuovo un amico col quale avevo percorso un certo pezzo di strada, e da cui poi, per qualcuna delle tante congiunture della vita, mi ero un po’ distaccato, perché a volte succede così, che ci si perde di vista pur senza volerlo, presi da molti impegni e da troppe distrazioni; nel ritrovarlo, è stato come se gli anni trascorsi reciprocamente distanti non fossero mai passati, cosicché ci si capisce anche solo da un gesto, dalla cadenza della voce, dal modo di muovere il passo, e si sta bene ancora insieme. Il Bussia dei Parusso è così, col proprio incedere disteso e però sicuro, col velluto opulente del tannino e il profumo rassicurante dei petali di rosa a maggio, con l’indole a tratti terragna e l’inflessione, tuttavia, gentile; con quel bel frutto carnoso. Con il carattere fiero di un Bussia. Un classico, appunto.
Barolo Bussia 2021 Parusso
(94/100)


