La dicitura “International Hall” con cui veniva descritta la tensostruttura adiacente al Palaexpo risultava oggettivamente un po’ sovrastimata, rispetto all’effettiva rappresentanza estera, però la presenza, in particolare, del Conseil Interprofessionnel du Vin de Bordeaux, col suo marchio Vins de Bordeaux, era se non proprio vastissima in termini di spazio, quanto meno ragguardevole sotto il profilo qualitativo, e anzi mi ha molto stupito che lo stand non fosse sempre affollato. Forse molti dei visitatori passati da Vinitaly nemmeno lo sapevano che c’era.
D’accordo, niente a che vedere con la straripante partecipazione italiana a Wine Paris (che è, tuttavia, una vera fiera internazionale), ma a me ha fatto comunque piacere che finalmente ci fosse un po’ di bella Francia a Verona, e sarà anche un segno dei tempi, e della crisi che morde anche i francesi, ma spero che in futuro la presenza estera si irrobustisca. A ogni modo, mi dispiace per chi ha perso l’occasione di frequentare lo stand bordolese, perché molti dei produttori presenti erano di valore, disponibilissimi, poi, alle conversazioni. Anche lo spazio, tipicamente francese, degli assaggi liberi (una rastrelliera con i bicchieri che puoi prenderti da te per versarti il vino direttamente dalle bottiglie esposte), era assolutamente invitante, con molte etichette a disposizione: confesso che sono passato due volte, in due giorni differenti, a bere un sorso del Pessac-Léognan blanc di Château Carbonnieux, che considero tra i migliori vini bianchi del mondo, ed è uno dei miei vini da crudo di mare preferiti in assoluto: c’era, in libera mescita, l’annata 2023, e non mi pareva vero di potermene servire, per assaggiarlo in santa pace (tra l’altro, dopo Vinitaly ho già provveduto a comprarlo on line, lo si trova sui 40 euro).
Altro vino che mi è ben noto è il Saint-Estèphe di Château Phélan-Ségur. C’era, alla postazione dell’azienda, una piccola verticale di tre annate, 2023, 2018 e 2016. La 2023 mi è piaciuta molto per il suo bellissimo frutto, quasi cesellato; la 2018 era più carnosa, un po’ lontana dal mio sentire; la 2016 era impeccabile fresca, croccante. Un rosso che si conferma sempre affidabilissimo, e che sa invecchiare il maniera eccellente (ne ho bevuto bottiglie degli anni Settanta); on line viene tra i 50 e i 60 euro, all’incirca, a seconda del millesimo. Sorprendente il second vin, il Frank Phélan 2019, che non conoscevo: tannino elegante, sorso austero, molto serio (costa una trentina di euro sugli e-commerce).
Ho ritrovato, poi, tra gli espositori, Stéphane Donze e i suoi Côtes de Bourg di Château Martinat, per me uno dei punti di riferimento delle appellation “minori” del territorio bordolese. Lui è un innovatore, che ha deciso da qualche anno di ammodernare il profilo sensoriale della denominazione investendo soprattutto sul merlot, sebbene, per tradizione, continui a produrre anche un Côtes de Bourg di solo malbec. I suoi vini li ho bevuti per anni, quando di potevano acquistare facilmente on line, perché hanno una freschezza e una dinamicità che li rende assai gastronomici, a un prezzo del tutto equilibrato (mi pare sotto la ventina di euro). Poi non li ho più trovati, e dunque li ho riassaggiati molto volentieri. Mi piacerebbe vederli importati, sono sicuro che sarebbero graditi al palato italiano.
Altro vino interessante da un’appellation bordolese da noi poco nota è il Roc de Château Tifayne, che esce come Castillon Côtes de Bordeaux. Il produttore aveva portato il 2016. Ha un frutto pulito, nitido, croccante. Molto gradevole. L’ho visto on line a 12,50 euro. Un vero affare.
Purtroppo, ho potuto assaggiare poco altro: l’agenda di Vinitaly era pienissima, e per i bordolesi sono riuscito a ritagliare solo degli scampoli di tempo. Se torneranno nel 2027 mi riprometto di dedicargli almeno una mezza giornata. Vale la pena.
Castillon Côtes de Bordeaux 2016 Roc de Château Tifayne
(89/100)
Côtes de Bourg 2023 Château Martinat
(93/100)
Côtes de Bourg Epicurea 2023 Château Martinat
(90/100)
Côtes de Bourg Malbec 2023 Château Martinat
(90/100)
Pessac-Léognan Blanc 2023 Château Carbonnieux
(93/100)
Saint-Estèphe 2023 Phélan-Ségur
(93/100)
Saint-Estèphe 2018 Phélan-Ségur
(88/100)
Saint-Estèphe 2016 Phélan-Ségur
(95/100)
Saint-Estèphe Frank Phélan 2023 Phélan-Ségur
(90/100)


