Il presente del vino non dura mai per sempre

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Sulla prima pagina dell’inserto domenicale del Sole 24 Ore del 5 luglio c’era un lungo intervento di Mauro Campus a illustrazione del volumetto di John Maynard Keynes “Le possibilità economiche per i nostri nipoti”, da lui curato per Einaudi. Come noto, Keynes è stato tra i più grandi economisti della storia, e la sua lezione è tuttora fondamentale. Commentandone il pensiero, Campus sottolinea che “gli individui si affidano a convenzioni collettive, all’ipotesi tacita che il presente possa continuare”, e questo è stato anche l’assunto del mondo del vino dagli anni Novanta a oggi. Solo che il presente non dura per sempre. “Finché la convenzione regge – scrive Campus -, il sistema appare stabile. Quando si spezza, l’ordine si dissolve con una rapidità che sorprende solo chi aveva scambiato l’abitudine per una legge di natura“. È esattamente quel che sta succedendo in alcuni territori del vino. Le filiere produttive di alcune denominazioni di origine si erano illuse di vivere una crescita senza fine – di volumi o di prezzi, o di entrambi -, come se fosse, appunto, una “legge di natura” quella del loro successo. Invece, improvvisamente, quasi dall’oggi al domani, hanno visto l’illusione crollare, e ora piangono lacrime amare. I volumi delle giacenze invendute crescono, i valori di quelle giacenze crollano, cadono i valori fondiari dei vigneti, e conseguentemente si riducono di molto le garanzie sui finanziamenti erogati dal sistema bancario; le banche, chiedono dei rientri impossibili, stante l’assenza di liquidità dovuta alla contrazione delle vendite. La tempesta perfetta, che ha motivazione nella carenza di imprenditorialità che è tipica del mondo del vino. È quando le cose vanno bene che bisogna investire per innovare, per costruire nuove strategie, per prevenire le fasi critiche future, che inevitabilmente si prospetteranno. Perché quando la crisi si fa avanti, la sua avanzata è repentina, e drammatica. Come sta succedendo adesso, come la quasi totalità degli operatori non avrebbe nemmeno pensato appena un paio di anni fa.