Uno dei crucci di noi bevitori di vino è quello di non poter comprare direttamente dai produttori europei, mandandogli un ordine via email o tramite il loro wine shop on line. Non si riesce perché in Europa, nonostante viga il principio generale della libera circolazione delle merci, è ancora in uso un vetusto marchingegno sugli alcolici, quello delle accise, che si applica, con il rigore che è tipico della burocrazia più arcaica e cocciuta, perfino quando le reciproche accise corrispondano a zero. Anche quando è zero, si devono mettere in piedi una serie di procedure burocratiche che, di fatto, rendono impossibile per un piccolo produttore francese spedire il vino a un bevitore italiano, o a un vignaiolo italiano spedire le bottiglie a un acquirente tedesco che gliele abbia ordinate.
Della questione si è occupata in passato la Cevi, la Confederazione dei vignaioli indipendenti europei, e in effetti, come ha scritto il Gambero Rosso, pare che, finalmente, l’Unione europea sia al lavoro per arrivare, entro il 2027, a “uno sportello unico capace di alleggerire gli adempimenti burocratici per le aziende del vino”. Tuttavia, si tratta di una promessa, e noi bevitori, si sa, siamo assetati. Così mi ha colpito, fra i tanti comunicati stampa che ricevo giornalmente, quello in cui si annunciava che Mail Boxes Etc., con la sua rete di centri che offrono servizi di imballaggio, spedizione e logistica, ha lanciato MBE Wine for Europe, presentato come “la nuova soluzione dedicata alle aziende vinicole che vogliono sviluppare la vendita diretta ai consumatori europei attraverso canali ecommerce e punti vendita fisici“. Il comunicato dice così: “Realizzato in collaborazione con Direct From Italy – realtà specializzata nella compliance doganale per la vendita di alcolici all’estero – MBE Wine for Europe è la soluzione in grado di superare la complessità normativa legata alla circolazione delle bevande alcoliche tra i Paesi Ue, semplificando la gestione delle spedizioni internazionali di vino”.
Che sia la volta buona, quanto meno per gli stranieri che vogliono comprare il vino dei vignaioli italiani? Lo spero. Tuttavia, mi sono chiesto come si conciliasse questo progetto con il futuro sportello unico annunciato dall’Unione europea. La domanda l’ho girata a Mail Boxes Etc. tramite l’ufficio stampa, dal quale ho ricevuto la seguente risposta, che trascrivo pari pari: “MBE segue con attenzione l’evoluzione del dibattito europeo sul possibile sportello unico per le accise, tema in discussione da tempo che potrebbe in prospettiva semplificare un quadro oggi ancora complesso e frammentato. Al momento, tuttavia, non risulta operativo un sistema unico armonizzato a livello Ue, né sono ancora definite le modalità operative di un eventuale modello centralizzato. In questo contesto, MBE Wine for Europe mantiene pienamente la propria rilevanza perché risponde a un’esigenza attuale e concreta delle cantine: gestire in modo strutturato la vendita diretta di vino ai consumatori europei, riducendo complessità operative e rischi di non conformità. Anche qualora in futuro venisse introdotto uno sportello unico europeo, rimarrebbe strategico disporre di una soluzione completa, capace di integrare compliance, operatività digitale e supporto logistico. MBE continuerà quindi a monitorare l’evoluzione normativa ed è pronta ad adattare ed evolvere il servizio qualora il quadro dovesse cambiare”.
Ora, di Mail Boxes Etc. so solo che ogni tanto mi arrivano tramite loro, imballati nei loro contenitori, le campionature che mi spediscono varie cantine. Altro non so. Eppure, egoisticamente spero, da bevitore, che il loro piano abbia successo, e che l’operatività venga estesa presto anche ai produttori di vino europei per le vendite verso l’Italia. Potrei comprare tutto il vino che voglio, qualora non lo trovassi on line, e anche quando fosse presente in qualche ecommerce, potreo sempre vedere che prezzo mi fa il produttore se gli propongo la spedizione diretta. Perché è frustrante, molto frustrante, leggere di un buon vino francese, tedesco, spagnolo, olandese o lussemburghese, e non riuscire in alcun modo a procurarselo. Avremo dunque una speranza?


