A San Giorgio al Tagliamento, in provincia di Venezia, c’è un luogo magico e poco conosciuto che ho la fortuna di frequentare. La fata che arricchisce di magia questo giardino incantato si chiama Sara e qualche anno fa ha creato l’associazione Artemorfosi di cui scriverò presto. Giulia è la nostra amica comune, che ogni tanto infilo in un popcorn perché grazie a lei nascono trame e intrecci di vita che hanno dell’incredibile, come questa volta. Sara organizza incontri didattici, eventi giocosi, campi estivi, laboratori, una ne pensa e mille ne fa. Niente di banale o di già visto perché la nostra menestrella è un’antenna che collega cielo e terra e nel tempo che un fulmine si mostra durante un temporale, lei ha già portato bellezza nella vita di innumerevoli persone di ogni età. Quando ci siamo incontrate, ci siamo osservate, ci siamo comprese, e ci siamo innamorate. Un amore animico, immenso, infinito, senza bisogno di parole. Nel momento in cui i nostri sguardi si sono connessi, ho sentito le stesse emozioni di unità, nel senso di essere proprio uno, che ho vissuto con il mio compagno. Mi sento forte di quest’amicizia profonda che già dopo pochi passi ha buttato giù qualche muro che avevo ancora su.
Libera immaginatrice, Sara è un’artista senza tempo e senza spazio. Osserva, crea, plasma, dipinge, cucina, fotografa, disegna, scrive, lega i pomodori e semina la soia. Quando siamo insieme abbiamo dieci anni in due. Ci basta una cassapanca per ridere fino alle lacrime. Sto raccogliendo i frutti della gratitudine che negli anni ho seminato.

