Nel consigliare, sul mio libro “Esercizi spirituali per bevitori di vino”, lo Zero Infinito Cremisi di Pojer e Sandri, scrissi che “Peter Pan esiste, ha i baffi ed è di Faedo: si chiama Mario Pojer, fa vini giocherelloni come questo, e si diverte un mondo”. Però quella di Peter Pan è una favola, e le favole, si sa, finiscono. Me ne ha dato contezza un comunicato stampa nel quale ho letto che “dopo un lungo percorso costruito insieme, Mario Pojer e Fiorentino Sandri hanno definito consensualmente la separazione delle rispettive attività“. Dopo cinquant’anni – forse appena un po’ di più: la prima parola fu scritta nel 1975 – questa favola è finita. Grosso modo. “Fiorentino Sandri – si legge, infatti, nella comunicazione – manterrà la guida dello storico marchio Pojer e Sandri, insieme alla maggior parte dei vigneti aziendali situati tra Faedo e Grumes, custodendo il patrimonio di esperienza, le etichette storiche e la filosofia produttiva che hanno reso la cantina un punto di riferimento dell’enologia italiana. Mario Pojer proseguirà invece il proprio percorso in Val di Cembra, dove continuerà a coltivare la sua idea di vino insieme alla seconda generazione della famiglia. Si tratta dunque di due percorsi che proseguiranno su strade diverse, ciascuno in base alla propria visione, nel solco di una tradizione enologica di altissimo livello”. La qual cosa mi dà un’altra chiave di lettura, ossia che a volte le favole finiscono perché se ne scrivano delle altre, che si spera – e gli si augura – siano altrettanto belle, e magari anche di più. Così adesso noi lettori di fiabe ci mettiamo in attesa dei nuovi capitoli. Noi lettori siamo sempre speranzosi che ci piacciano, i nuovi capitoli dei nostri eroi.


