La Malvasia Rossa e l’ossimoro del vino

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Questo è uno dei vini più originali che ho bevuto negli ultimi anni. Una Malvasia Rossa, Roter Malvasier, per dirla alla tirolese, com’è giusto che sia, visto che viene dal Sudtirolo. Lo fa Urban Plattner, la sua cantina si chiama In Der Eben e ha vigne sulle propaggini dell’altopiano del Renon. Il vino è originale perché sa di fruttini di bosco, ma non so dire quali fruttini, e ha la dolcezza del frutto maturo, mica dello zucchero. Insomma, ci sento il bosco e i suoi fruttini, ma è un’evocazione talmente sui generis che è proprio impossibile essere analitici.

Sul sito dell’azienda c’è scritto che ha una “acidità croccante”. Un ossimoro. Ecco, questo è uno degli ossimori più incredibili che abbia mai trovato nel vino. Voi pensate a tutti i fruttini asprigni che conoscete e insieme però anche maturi, e ce li avrete. E poi c’è la terra, muschiosa, di montagna. Terra nera, densa, materica, e roccia di porfido, dura e brillante sotto il sole. L’asprigno e la materia, come si fa a descriverli assieme? Eppure ci sono.

Sì, è uno dei vini più originali che abbia bevuto, e mentre lo bevevo mi è venuta voglia di caldarroste. Detto-fatto, caldarroste cotte e vino goduto, di nuovo. Vedi alla voce meraviglia.

Ah, la conduzione è biodinamica. Giusto perché lo sappiano gli scettici.

Weinberg Dolomiten Roter Malvasier 2021 Urban Plattner In Der Eben
(90/100)

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