Il pranzo più buono della mia vita? Quello che ha soddisfatto la mia fame! A parte gli scherzi, che comunque un po’ di verità la dicono, non saprei stilare una classifica. E sono proprio questi, i pensieri che accompagnano il mio attuale pasto. Sono quasi le tre del pomeriggio, sono stata in studio tutta la mattina rapita dal mio flusso creativo, troppo presa per accorgermi che il mio stomaco iniziava a brontolare e ora sono a casa con le mie quattro uova nel piatto. Uova frutto di una dura selezione perché non mi basta che siano biologiche o del contadino, le voglio con il gusto intenso che avevano quando ero piccola, o, perlomeno, quello che ricordo. Così cuocio l’albume e tolgo la padella dal fuoco quando il tuorlo è ancora quasi crudo, tiepido e cremoso. Poi, la ciliegina sulla torta è il pane. Sono rimasta in astinenza per due mesi perché Luigino il fornaio (ne ho scritto qui) ha chiuso per motivi di salute. Una disperazione. Ho dovuto fare il pane in casa per avere qualcosa che avesse una crosta dura e delle fette consistenti. Ma Luigino è tornato! E io oggi con le mie uova e il pane da inzuppare sto mangiando il pranzo più buono della mia vita.


