Sono una frignona certificata. Io piango. Non importa se il mascara non è waterproof, se sono al supermercato o per strada. Se quello che sto vivendo mi commuove, io piango. Lo sanno bene le maestre della scuola d’infanzia che ad ogni evento scolastico mi vedono arrivare carica di fazzolettini. In quei contesti l’energia è talmente alta, grazie al naturale contributo dei bambini e alla loro purezza, che sono proprio incontenibile. Oggi le mie lacrime hanno dato spettacolo all’Università della Terza Età Vinicio Galasso di Latisana, durante il collegio docenti di cui mi onoro di fare parte. La presidente Daniela Di Giusto ha ringraziato noi insegnanti per la partecipazione alla vita dell’UTE, ma il vero grazie, dentro di me, ho sentito di doverlo fare io a questa realtà. Fino a un anno fa non conoscevo questa associazione. Oggi mi sento fortunata di esserne parte attiva. Non ci si iscrive all’UTE soltanto per imparare qualcosa di nuovo. C’è chi frequenta per impegnare il tempo libero, chi per incontrare persone e stare in compagnia, chi per non sentire il peso della solitudine, qualcuno ha bisogno di superare un dolore incommensurabile, qualcun altro di trovare un motivo per andare avanti. L’UTE è la risposta ad un profondo bisogno di umanità. Quest’associazione abbraccia le persone come, e talvolta anche meglio, una vera famiglia. Non c’è da sorprendersi che abbia pianto mentre dicevo questo. Quando le vibrazioni di amore e compassione sono ad alta frequenza, io mi espando.

