Mi alzavo dal letto e mi preparavo la colazione, in silenzio. Niente voci dalla tv, che non avevo, niente musica, che non gradivo, solo il silenzio e quei suoni che arrivavano dalla vita in paese e dal bosco dietro casa. Assorta in questo limbo restavo lì, in attesa che il borbottio della moka mi chiamasse. Versavo il caffè in una delle mie amate tazzine, prendevo il miele, la frutta, e quant’altro avessi voglia di mangiare. Questo è stato un periodo della mia vita solitaria che ricordo con tanta nostalgia. Oggi tutto è diverso perché sono mamma. E non c’è tempo per i rallentamenti, bisogna scattare. Qui la meditazione si fa viva, è attiva! La mia quattrenne apre mezz’occhio ed è già sveglia. Mi guarda e la sua unica missione è svegliare anche me. “Mammaaa svegliaaaatiii.” E se mi giro dall’altra parte, mi monta addosso fino a quando le do retta. Mi siedo sul letto e partono le richieste: “Mamma mi fai la crepes? Mamma si gioca che io sono la parrucchiera, ho un negozio, te arrivi ma io sto chiudendo però te mi chiedi di farti i capelli e allora io ti pettino? E poi ti faccio le codine? Mamma facciamo una torta? Che si mangia oggi a pranzo? Dai mamma alzati! Mamma giochiamo alla pizza?” Diciamo che di solito capisco la metà di quanto dice ma quella della pizza mi sta bene. La prendo e la impasto mentre lei ride come una matta, poi la copro con il lenzuolo per farla lievitare, poi la condisco a suon di buffetti e pizzicottini, e poi la metto in forno a cuocere. Da lì non uscirebbe più. E finalmente mi riposo… con il sorriso grato e soddisfatto di chi ha imparato che la vera presenza non ha bisogno di silenzio.

