Le tre correnti dello Spritz

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Lo Spritz spopola. Ma in Veneto, che ne è la terra natale, ci sono tre scuole di pensiero al suo riguardo. Anzi, quattro. Però la quarta, che è quella originaria, arcaica, è ormai tagliata fuori, e consiste in un calice di vino bianco tagliato con il seltz, con aggiunta di una scorzetta di limone, perfetta bevanda dissetante estiva, riservata a pochi nostalgici.
Le altre tre correnti del popolo veneto dello Spritz prevedono la coloritura del vino, e la definizione del sapore, per mezzo di un bitter aranciato o rosso.
La linea dominante, e mica solo in Veneto, è quella dell’Aperol Spritz. Il colore è decisamente aranciato. Il sapore tende al dolce, con una puntina d’amaro. Strapiace, ovunque nel mondo.
Per chi predilige un tono un po’ più amaro e un colore più decisamente orientato al rosso, c’è il Campari Spritz, che ha pure una buona dose di successo.
C’è poi la terza via, tipicamente e pressoché solamente veneta, ed è quasi una mediazione, sia nel colore che nel sapore, rispetto alle altre due, ed è quella dello Spritz col Select. Occhio, si dice proprio così: Spritz col Select, ove per Select ha da intendersi un bitter nato a Venezia e oggi, se non sbaglio, di proprietà della Montenegro. Ecco, lo Spritz col Select è visto dai bevitori d’aperitivi della porzione orientale della regione veneta come la formula irrinunciabile.
Il problema, per i patiti dello Spritz, è dove poter trovare – e dunque confrontare – tutt’e tre le varianti. A Verona una soluzione c’è, ed è il Caffè Monte Baldo, un’osteria che sta in via Rosa, a due passi da piazza delle Erbe. Sullo scaffale i bitter  – Aperol, Select e Campari – li hanno tutt’e tre. Ovviamente il Prosecco non manca. Dunque, provare è possibile.

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1 comment

  1. Andrea Tibaldi Rispondi

    Molti anni fa un veneto mi disse che lo spritz nasce originariamente come vino diluito con l’acqua, come bevanda pomeridiana dei contadini, se non ricordo male. Insomma non molto diverso dalla tua versione “arcaica”.