A Verona non perdetevi la Casa Museo Palazzo Maffei

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Se tra i frequentatori di Vinitaly ci sarà chi vuole approfittarne per dedicare un po’ del proprio tempo alla conoscenza della città di Verona, consiglio vivamente una visita rilassata a Palazzo Maffei, o meglio e più compiutamente alla Casa Museo Palazzo Maffei. Anzi, invito proprio a fare il possibile per ritagliare un briciolo di spazio in agenda in modo di avere il comodo di accedere a questo rigenerante scrigno magico, che un colto collezionista privato, l’imprenditore Luigi Carlon, ha voluto mettere a disposizione della cittadinanza quattro anni fa, quasi alla vigilia dello stravolgimento introdotto nelle nostre vite, e nelle nostre convivenze civili, dalla pandemia.

Palazzo Maffei è quell’edificio in stile tardo-rinascimentale che campeggia sul fondo di piazza delle Erbe, di là dalle bancarelle dei venditori ambulanti e dai tendoni dei bar, fronteggiato da una colonna che reca, sulla cima, il leone di san Marco, emblema del dominio veneziano. È una casa, perché è abitata, ed è un museo, perché raccoglie una collezione d’arte d’epoca e contemporanea, ed è proprio questa mescolanza di età e di stili e di suggestioni a rendere il luogo meravigliosamente accogliente e intimo, o quanto meno lo è per me, che ne sono affascinato. Si passeggia in una grande wunderkammer, disposta su più piani. Erano, le wunderkammer, quelle stanze delle meraviglie nelle quali, tra il Cinquecento e il Settecento, i collezionisti tenevano i loro oggetti d’arte più preziosi. La Casa Museo Palazzo Maffei è esattamente questo, ed è aperta al pubblico. Un dono.

Si passeggia, dunque, tra un mobile intarsiato e un quadro di Pablo Picasso, un reliquiario e un’opera di Amedeo Modigliani, una scultura lignea trecentesca e un’incisione di Andrea Mantegna, una raccolta di maioliche secentesche e un dipinto di Giorgio de Chirico, la chaise longue di design e l’immaginifico futurista di Umberto Boccioni; e poi René Magritte, Marcel Duchamp, Giacomo Balla, Wassily Kandinsky, Man Ray, Emilio Vedova, Lucio Fontana, Alberto Burri e tanti, tanti geni ancora, inclusi i grandi veronesi della pittura antica, Altichiero e Liberale da Verona, Nicolò Giolfino, Antonio e Giovanni Badile, Felice Brusasorci, Jacopo Ligozzi, Antonio Balestra, Giambettino Cignaroli e via  e via. Le opere esposte sono, in tutto, più di seicento, disposte in ventotto sale, decorate con stucchi e affreschi, con accostamenti arditi, eppure sempre indovinati.

Nel mentre si gode di tanta bellezza e del viaggio tumultuoso che tutta questa bellezza induce a compiere negli stili e nel tempo, di là dei vetri delle finestre si aprono scorci incantati sulle case del centro, sulle piazze, le vie, la collina. Dall’alto del palazzo, il camminamento, cui si può accedere, si domina la piazza sottostante e se ne coglie appieno l’origine romana, giacché questo era il foro cittadino, ed è un’altra suggestione ancora.

No, non perdetevelo, Palazzo Maffei, se siete a Verona. Oppure veniteci apposta a vedere questo museo, che è diverso dagli altri musei.

Palazzo Maffei Casa Museo – piazza Erbe 38-38A – Verona – tel. 045 5118529

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