Le cose brutte e le cose belle del viaggiare in treno

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Viaggiare in treno (io viaggio per lavoro) riserva cose brutte e cose belle.

Per esempio, tra le cose brutte ci sono i ritardi (è vero che in Italia infuriava la bufera, ma l’altro ieri la Freccia su cui viaggiavo ha avuto quarantacinque minuti di ritardo, e ad altri è andata anche peggio, decisamente peggio). Poi, c’è il fatto che la connessione wifi, checché ne dica la pubblicità, a bordo te la sogni. Oppure ci sono i cambi non previsti di “materiale”, che vuol dire che hanno cambiato i vagoni e non hai più lo stesso posto che avevi prenotato. E potrei continuare.

Tra le cose belle c’è l’incontrare in un Freccia Club uno dei più grandi pasticcieri d’Italia che ti fa assaggiare i suoi dolci e te li spiega anche, con una gentilezza che è squisita tanto quanto lo sono le sue creazioni.

Proprio così, al Freccia Club di Roma Termini ho incontrato Salvatore De Riso – in arte Sal De Riso -, straordinario interprete dell’arte dolciaria della Costiera Amalfitana e della terra campana, e aveva un tavolino con sopra cose buonissime.

Di suo ricordo – e come dimenticarla? – una goduriosa pastiera che ebbi la fortuna di avere in tavola qualche anno fa, e mi si è impressa così profondamente nella memoria che ogni tanto mi pare perfino che me ne ritorni il sapore in bocca. Stavolta mi ha fatto provare una sorta di “torta della nonna” con una crema di favolosa delicatezza e poi una “sbrisolona” con la mela annurca che adesso mi rimarrà la nostalgia per chissà quanto. Quando gli ho detto della mia passione per la mela annurca ha preso il suo smarthpone e ha cercato tra le foto e mi ha fatto vedere quelle che acquista lui e mi ha detto come le lavora e le conserva e insomma è come se fossimo stati vecchi amici che si trovano per caso in una stazione ferroviaria e hanno un sacco di cose da raccontarsi.

Come mai era lì? Per un’iniziativa promozionale della Illy. Sul roll up accanto alla postazione si diceva che l’azienda della torrefazione e Trenitalia erano liete di offrire agli ospiti le creazioni del Maestro Salvatore De Riso. Era scritto proprio così, Maestro. Io credo sia un titolo che gli si addice.


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