Il Consorzio insiste, pubblicità all’Asti Secco docg

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Ok, va bene, ieri avevo scritto dell’hashtag #ASTISecco docg “sbagliato” e poi giustamente corretto dal Consorzio dell’Asti in #ASTIDocgSecco. Ma ora eccomi qui che sfoglio il Corriere della Sera e cosa ci trovo? Un’intera pagina di pubblicità del Consorzio dell’Asti con il seguente claim: “A proposito di profumo e momenti speciali. Il nuovo ASTI Secco Docg, tutto il glam dell’aperitivo”. In fondo, il richiamo a tre prodotti: ASTI DOLCE D.O.C.G., ASTI SECCO D.O.C.G, MOSCATO D’ASTI D.O.C.G. e accanto il logo consortile.

Allora tentenna la spiegazione che quell’hashtag fosse un banale errore dovuto al mancato controllo di quel che si scrive (accade di sbagliare). Allora si tratta di una vera e propria strategia di comunicazione.

Il problema è che, a quanto so, si può scrivere Asti Secco (senza docg, visto che l’Asti ha la deroga) oppure Asti docg Secco, mettendo docg prima di secco, ma non Asti Secco docg. Oppure mi sbaglio?

Però intanto il treno è partito e credo che ormai sia difficile fermarlo. Il rischio vero – enorme per il vino italiano – è che così tutti coloro che fanno vino si sentano in qualche modo autorizzati a far di testa loro.


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1 comment

  1. Pier Mario Canaletti Rispondi

    Certo che se la strategia cercasse maggiori adesioni scrivendo Asti Secco docg invece di Asti docg Secco saremmo proprio dei consumatori rinco! Ma cosa cambia? Se è secco è secco e non c’entra nulla col prosecco. Te lo dice un prosecco lover