E il Consorzio cambiò l’hashtag, ora è ASTIDocgSecco

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Poi dicono che scrivere non serve. Su queste pagine ho segnalato che c’era qualcosa che (decisamente) non andava nell’hashtag #ASTISeccoDocg utilizzato dal Consorzio di tutela dell’Asti per lanciare la nuova tipologia di vino fatto sotto quella denominazione. Si può infatti scrivere Asti Docg Secco, oppure anche semplicemente (in deroga) Asti Secco, ma non è lecito scrivere Asti Secco Docg. Come invece aveva fatto il Consorzio.

Il professor Michele Antonio Fino, che ringrazio, ha rilanciato la questione sul suo profilo Facebook. Nel pomeriggio è arrivata la rettifica del Consorzio. Rettifica del proprio hashtag, intendo. Adesso è #ASTIDocgSecco. Ecco, ora è corretto. Confido che tale rimanga, ovviamente. O meglio, sono sicuro che rimarrà così, anche perché altrimenti si tratterebbe di un illecito, e non posso pensare che sia un Consorzio a sbagliare a menzionare la denominazione che gli è stata affidata in tutela, rischiando di indurre in errore produttori e consumatori. Ah, anche i giornalisti e i blogger, visto che più d’uno in questi giorni, ha scritto di Asti Secco Docg. Sbagliando.


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