Direi che possiamo chiamarla così. Una vita traslata. Il mio pensiero non si muove da lì perché era lì che io volevo stare. C’erano labbra morbide da mordicchiare e mani lunghe per lasciarsi accarezzare. C’era la tua cravatta sul divano e un bacio sulla mia cicatrice. Una carezza sulla soglia, una fotografia piccante, il tuo messaggio. C’era il tuo desiderio che incontrava me. C’erano chilometri percorsi in fretta e furia, gli impegni, il mio squilibrio, la pazzia. C’era John Denver, James Brown, Edith Piaf. C’era la voglia di un mondo da scoprire insieme a te. Ma non c’era insieme perciò io sono qui. Una vita traslata. Il mio pensiero è lì. Chissà se te lo senti addosso. Cammina insieme a te. Non c’era, insieme, e invece c’è. Il tuo destino sei te.


