Testimone del Collio

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Ho girovagato in mezzo alle vigne di qui e di là del confine; adesso che non ci sono più sbarre si può, liberamente, in macchina, a piedi oppure in bicicletta, come fanno molti, perché di turisti ne arrivano, sempre di più. Una volta era aperta solo una finestra di poche ore, e bisognava mostrare il passaporto, e spiegare il perché del passaggio, anche se le guardie ti avevano appena visto transitare, ti conoscevano e sapevano che avevi campagna dall’altra parte. Resta la diversità della normativa vinicola, per cui di qui sei nel territorio italiano del Collio, di là in quello sloveno del Goriška Brda, anche se il filare di vite traversa la linea tra gli stati, e tu quella linea non la vedi, e neppure le radici delle piante se ne accorgono, ma è ben visibile all’occhio inflessibile della burocrazia.

Per questi luoghi, per le comunità che li abitano e per le vigne che vi crescono nutre un sentimento smisurato Robert Princic, e parlerei quasi d’amore, se non fosse che l’amore si riserva alle persone, ma forse i paesi natali sono un po’ come una persona di casa, e dunque si possono amare, e forse, anzi, si deve. La sua cantina è Gradis’ciutta, che prende il nome da una località della zona, e ci fa dei vini bianchi nitidi e rispettosi, che esprimono il passo lento e la ponderatezza di chi vive intensamente le zone di confine, e che dicono della gravità di una terra di fatiche arcaiche, così difficile da lavorare, e che raffigurano, anche, le luci cristalline e quasi taglienti che si incuneano fra le colline di prima mattina, magari in mezzo alle brume che vanno dissolvendosi, lente, e lasciano l’umidore sulla ponca del suolo, come mi è accaduto di vedere. Sono bianchi meditativi, ma, appunto, anche luminosi, che chiedono la pazienza del tempo e dell’attesa, e la ripagano dando cento per uno, del che mi ha offerto magnifica dimostrazione la Ribolla Gialla del 2010, che ho avuto la fortuna di bere, da magnum, in cantina, a Gradis’ciutta. Con gli anni, il vino, ha preso una serenità che lascia stupito il bevitore e gli si trasmette e lo pervade. Tra i migliori vini bianchi italiani da invecchiamento che io abbia mai avuto la fortuna di assaggiare. Testimone del Collio.

Collio Ribolla Gialla 2010 Gradis’ciutta
(96/100)

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