Quel nome lunghissimo che svela un grande vino

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Un vino dal nome irripetibile per lunghezza. Mi ha ricordato i nomi di certi personaggi spagnoli che si trovavano nei fumetti della mia giovinezza. È il Blanco Conde de Aldama Vino de Crianza biologica Bajo Velo de Flor Monovarietal Pedro Ximenez Saca Primavera MMXXIII della Bodegas Yuste. È però importante soffermarsi sul nome, perché spiega molte cose di come sia stato concepito e realizzato questo vino andaluso. Per chi non è famigliare con il complicato mondo dello Jerez – o dello Sherry se lo vogliamo scrivere all’inglese -, dirò che è un monovarietale di uva pedro ximenez, quello utilizzato per gli Jerez molto dolci e densi, colorati di mogano e ricchissimi di zucchero (normalmente fra i 300 e i 500 grammi-litro). Le uve provengono dal territorio di Montilla-Moriles, quindi vicino a Cordoba e non proprio nei dintorni di Jerez. L’affinamento avviene invece a Sanlùcar de Barrameda, vicino all’oceano e alla foce del Guadalquivir, dove le correnti salmastre conferiscono un particolare aroma ai vini. Siamo nei dintorni di Jerez, quindi è il primo vino concepito in questo modo, un esperimento che l’enologo di Yuste e grande esperto dei vini della regione, ha voluto regalarmi durante una fiera. Lo scopo era quello di valutare il potenziale di un vino non fortificato da vigneti situati in zona interna e poi affinato in area marina.

Come recita il nome, il vino resta sotto il velo di flor (il lievito biancastro tipico del fino e della manzanilla) ed è stato imbottigliato nella primavera del 2023.

Mi avete seguito fino a qui?

Spero di sì perché si tratta di un vino straordinario, sia per la sua storia, sia per quello che esprime nel calice. I profumi sono eterei, estremamente minerali, ricordano il fiammifero, la polvere da sparo, il limone. Domina una sensazione di purezza, di frutto cristallino e paradossalmente poco collegabile al classico aroma di flor, che qui rimane un lontano sottofondo. A ricordarci dove è stato prodotto arrivano le note di noce e sale marino, di iodio.

Sembra che il vino non sia ancora del tutto ricomposto e che le due parti, quella della vigna e quella della cantina non siano ancora perfettamente fuse, d’altra parte l’imbottigliamento è recentissimo. Comunque sia ha una beva irresistibile, sa di olive verdi, acciuga, noce, erbe, anice, con l’immancabile sale a sottolineare ed allungare il tutto. L’impressione è quella di un vino che può affrontare qualsiasi abbinamento, anche i più arditi e sconsiderati. Da parte mia prenoterò qualcuna delle prossime bottiglie. Una scommessa vinta.

Blanco Conde de Aldama Vino de Crianza biologica Bajo Velo de Flor Monovarietal Pedro Ximenez Saca Primavera MMXXIII Bodegas Yuste
(95/100)