Più di mille parole

gentilezza

Episodio 1. Stiamo partecipando alla festa di compleanno di un’amica della mia bimba. Siamo sedute al tavolinetto a disegnare, si avvicinano altre bambine, che non conosciamo, ma non ci sono seggioline libere. La mia quattrenne senza dire niente, si alza e si allontana. Torna con uno sgabellino, lo lascia e riparte. Torna con il secondo sgabellino e si rimette a disegnare. Ora tutte siamo sedute e io sono senza parole.
Episodio 2. Domenica a pranzo. Non faccio in tempo a dire: “ahi, sono finiti gli stecchini” che lei si alza, prende nel mobile gli stuzzicadenti imbustati singolarmente, li mette sul tavolo e inizia a scartarli per riempire il contenitore. E io non ricordavo neanche di averli in casa.
Episodio 3. Siamo seduti a tavola e rivolgendomi al mio compagno dico: “sbaglio o fa più freddo del solito? Perché mi sto ghiacciando.” La bimba parte, non sappiamo cosa stia facendo ma lo scopriamo quando torna in soggiorno con la mia felpa per me.
Non credo di averle mai insegnato a comportarsi così ma so che la gentilezza in casa è una presenza fissa e costante. Dalla prima sveglia del mattino all’ultimo bacio della buonanotte, senza volere, facciamo a gara a chi è più premuroso con l’altro. E un esempio, si sa, vale più di mille parole.