Abbiamo un letto a tre piazze. Da quando la nostra piccola è cresciuta e nel lettino non c’entrava più, abbiamo aggiunto un letto singolo al matrimoniale. Questo fa sì che io mi tenga allenata facendo stretching, pilates e parkour ogni volta che cambio le lenzuola. Direi che ci sono anche risvolti positivi. Gaia, la treenne, dice che sono sua e che il letto aggiunto è nostro perciò la sera diamo la buonanotte al babbo e lo lasciamo nel suo lettone a russare. Noi ci spostiamo dalla parte opposta, vicino al muro, e lei si avvolge come l’edera su un pino. Io sono il pino. Ieri era particolarmente prodiga di baci, mi baciava a ripetizione sulla fronte, sulla guancia fino a quando ho detto: “Amore, ma se mi dai tutti questi baci insieme, poi li finisci, e dopo come fai’” Ho fatto bene a chiedere perché la risposta meritava la domanda: “Ma mamma, ce li ho nell’orto! Insieme ai pomodori, le fragole, le margherite, i conigli e le carote. Questo è il mio orto. Mio, tuo e di babbo”. “Davvero amore? Ma è un orto bellissimo! Allora ora dormiamo, ok?” Io chiudo gli occhi e lei continua a giocare con i miei capelli, poi si sposta e mi dà una capocciata, poi si gira e mi tira una pedata. Sono comunque una mamma fortunata.


