Sul sito del magazine britannico Decanter vengono pubblicati di frequente dei curiosi, e spesso anche sfidanti, wine quiz. Una decina di domande dedicate di volta a un paese produttore o a una vinicola. Le domande prevedono quattro possibili risposte. Alcune sono piuttosto semplici, altre mica tanto, e anzi indovinarle tutte e dieci non è sempre un gioco da ragazzi. Stavolta tocca all’Italia. C’è il “The Italian wine quiz“.
Be’, come al solito, c’è roba facile e altra no. Per esempio, quando si domanda da quale regione venga il Barolo, “King of Italian Wine”, ossia se sia del Piemonte, della Toscana, della Sicilia o del Veneto, be’, spero pochi sbaglino la risposta.
Però ce n’è qualcuna di domande che non è mica così agevole neanche per tutti i bevitori italiani.
Per esempio questa: “What is Biferno?”. Le risposte possibili sono: un cru del territorio del Barolo, un’uva usata in Campania per produrre il Taurasi, una doc del Molise, un vino dolce fatto nel Veneto con le uve appassite.
Oppure questa: “L’Italia è patria di oltre un migliaio di uve autoctone, ma com’è più comunemente chiamata la chiavennesca?” (risposte: sangiovese, negroamaro, aglianico, nebbiolo).
Però la sequenza di possibili risposte più bella e per ceti versi anche ironica è quella relativa alla domanda su quale sia il nome del vino fatto sulle colline di Montalcino. Ecco le opzioni: Barolo, Chiellini, Vino Nobile, Chiellini. Be’, in epoca di campionati europei di calcio, suggerirei Chiellini.


