Oggi ce l’ho a fiori e ieri ce l’avevo a righe. Sorrido. Non c’avevo fatto caso ma cambio più penne che vestiti. In effetti, ora che ci penso, al vestire ho sempre dato poca importanza. Mi sta bene questa camicia? Ne compro cinque uguali di colore diverso così non perdo tempo in camerino. Tempo prezioso che uso per scrivere o studiare. Tempo che invece si dilata quando sono in libreria. Quello sì che per me è un luogo di perdizione. Perdo la cognizione del tempo, perdo lucidità, perdo l’orientamento. Vago, tocco, annuso, guardo, cerco senza sapere cosa. Mi lascio corteggiare, conquistare. Ah, che potere hanno i libri. Mi fanno anche dimenticare che stavo scrivendo delle mie care penne. Mi dondola fra le dita una Cross botanica orchidea. Ricordo ancora il nostro primo incontro. Sdraiata sul bancone, in mezzo a tante altre, si fece subito notare. Era gioiosa, elegante, brillante! Zac! La freccia di Cupido mi colpì e da allora quella penna è sempre qui.


