Ci sono giornate più lunghe di altre, per esempio quando la mia quattrenne è a casa con il raffreddore e fuori piove. Allora bisogna inventarsi qualcosa. La “tivvù” da tanti anni non l’accendo più. Dopo vari salti da un gioco all’altro, ecco arrivare l’illuminazione. Ricopriamo il pavimento di puzzle! Ci dividiamo, ognuna con il compito di recuperare in giro per casa quante più scatole riesce. Le portiamo tutte in soggiorno e iniziamo la maratona. Principesse, fate, Biancaneve e i sette nani, un mondo incantato prende forma. Lei è felice, e più crescono i puzzle, più lei ride e dice: “che beeello l’unicorno, che beeelli i colori, dai mamma, ancora!” e andiamo avanti, ognuna coi suoi pezzi e chi finisce prima aiuta l’altra. La novità, almeno per quanto mi riguarda, è che il retro di ogni puzzle è disegnato e pronto per essere colorato. Un nuovo gioco, per fortuna, ci sta aspettando.


