Questo sì che è fare divulgazione storica del vino

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È da parecchio tempo che avevo in animo di scrivere la recensione di questo libro. Tuttavia, nutrivo un dubbio, ossia se fosse meglio entrare nel contenuto dei singoli capitoli, oppure dare un’impressione più generale. Opto per la seconda via, lasciando il piacere dell’approfondimento al lettore (ho usato non a caso il termine “piacere”, perché la lettura è piacevolissima), dato che lì dentro c’è talmente tanto da approfondire e da conoscere, che sarebbe impossibile, e inutile, e forse anche fuorviante, farne un surrogato.

Il libro si intitola Lambrusco in fabula. Storia letteraria di un vino colto e contadino, ed è pubblicato da Wingsbert House, marchio editoriale diretto da Alberto Grandi in seno al gruppo Aliberti di Reggio Emilia. Ne è autore Enrico Zucchi, ricercatore dell’Università di Padova, dove insegna letteratura italiana per gli studenti di Progettazione e Gestione del Turismo Culturale e Tecniche narrative per la scrittura gastronomica per quelli di Agraria. Pur giovane, Zucchi si occupa da anni del rapporto tra vino e letteratura. Insomma, le basi sono fondatissime. “Questa indagine – mi ha detto -, che concentra le mie ricerche sulla presenza del Lambrusco nei testi letterari dal Medioevo a oggi, non soltanto prova la continua e vivace attrazione che il Lambrusco, configurato come un oggetto culturale più che come una semplice bevanda, ha esercitato sulla letteratura italiana – vengono riportate infatti molte più attestazioni di quelle che si è soliti ricordare –, ma dimostra anche che è stato sempre rappresentato come un crocevia curioso e paradossale, in cui il mondo contadino e l’universo letterario trovavano una felice sintesi di rusticità paesana ed eleganza artistica”.

Credo che quest’autopresentazione sia sufficientemente chiara su quanto si può trovare nelle pagine del libro, in un excursus documentatissimo che va dai giorni medievali (quando forse per la prima volta venne addomesticata la vite lambrusca) a quelli nostri, passando per  Giosuè Carducci, Grazia Deledda o Eugenio Montale. Sostengo, anzi, che ogni lambruschista che si rispetti, sia egli produttore o bevitore, dovrebbe avere questo testo, e leggerlo, e goderselo, ed essere oltretutto felicissimo che Zucchi abbia scelto di esordire proprio con il Lambrusco. Perché, credetemi, assai di rado si trova un volume sul vino che sia così bene impostato nei propri contenuti.

Mi spingo anzi a dire, di là dal tema del Lambrusco, che la divulgazione del vino può avere finalmente trovato, con Zucchi, il tassello che le mancava, ossia lo scrivere di storia in maniera piana, sebbene ricchissima di fonti e di archivistica, un po’ com’è accaduto per il cibo, nei quarant’anni trascorsi, con Massimo Montanari o con Piero Camporesi, che sono nomi capaci di far tremare le vene dei polsi a qualunque ricercatore che voglia connettersi con i lettori. Capite perché esitavo a scriverla, questa segnalazione? Si tratta di affermazioni impegnative, ma sono convinto che siano centrate.

Ho detto un convinto “finalmente” perché adesso abbiamo un testo di storia vinicola che non cede alle logiche di quella sorta di agiografia enologica, che tanto spesso inquina la narrativa di settore. Può dunque, questo libro di Enrico Zucchi, fare da efficace benchmark per un filone tutto nuovo della pubblicistica di stampo enologico. E poi c’è da dire che il tono che attraversa il volume, pur non cedendo di un attimo rispetto alla fondatezza scientifica, mantiene con costanza un approccio narrativo capace di fare della sua lettura non solo un esercizio profittevole dal lato cognitivo, ma anche un’occasione di pura rilassatezza, cosa difficilissima da ottenersi.

La mia impressione, ripeto, è che quest’opera si inserisca assai bene nell’alveo di quella pubblicistica che è stata negli ultimi quattro decenni patrimonio dei temi del cibo e della tavola, e che apra dunque, per il vino, un percorso che ad ora mi è parso assai poco esplorato, quanto meno in questa precisa forma. Pagine da leggere, pagine da gustare.

Enrico Zucchi, Lambrusco in fabula. Storia letteraria di un vino colto e contadino, Wingsbert House by Aliberti, euro 18,90.

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