Trattoria Caprini, vale il viaggio

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Mangiare bene di lunedì in Valpolicella non è facile: quasi tutti i locali buoni (anche quelli meno buoni)  sono chiusi per turno.
Ma ho scritto “quasi” e nel quasi si trova per fortuna l’eccezione, la Trattoria Caprini a Torbe.
C’ero già stato un anno fa e mi ricordo che mentre salivo a Torbe mi chiedevo se tutti quei tornanti sarebbero stati ripagati da una bella cena: venni ripagato abbondantemente e pensai che, quando fossi tornato in zona,  anche tutti i tornanti dello Stelvio non sarebbero riusciti a tenermi lontano da questa Trattoria Storica con la T e S maiuscola.
Infatti non solo di trattoria, quindi di cucina familiare veneta si parla, ma di una tradizione di quasi un secolo, passata attraverso quattro generazioni di Bonaldi.
Oggi il ristorante è gestito dai figli della mitica signora Pierina, diventata famosa per le sue lasagnette (tagliatelle un po’ più larghe del normale, finissime, di solito accompagnate con ragù di carne o, in stagione autunnale, sugo ai funghi): Davide in cucina, Nicola specializzato nel fare la sfoglia e Sergio che cura sala e cantina.
Ma anche se mitizzata, la signora Pierina è viva e vegeta, sopraintende alla cucina e soprattutto alla sfoglia, perché dovete sapere che uno dei piatti forti del locale è la “cofana” di lasagnette della Pierina.
Ma torniamo a me che sto salendo i tornanti che portano a Torbe assieme alla nebbia che si infittisce di fronte alla porta del locale. Entro pensando che non solo tutti i tornanti dello Stelvio ma anche tutta la nebbia della Val Padana non sarebbe riuscita a tenermi lontano da qui.
Il locale è una vera trattoria: sale ampie e spaziose con sedie robuste e apparecchiatura corretta ma essenziale. C’è anche una saletta con caminetto, ma forse Caprini va vissuto solo e soltanto nella grande sala principale, che nel tempo ha visto passare migliaia di avventori soddisfatti.
Per iniziare ad essere soddisfatto anch’io ordino la carne cruda di puledro, scandalizzando chi è con me, anche se una volta assaggiata non può non dire che è morbidissima e saporitissima. C’è chi ordina invece la polenta brustolà (abbrustolita) con salumi locali e giardiniera e anche qui siamo nella concretezza estremamente saporita.
Per primo le  tagliatelle, pardon lasagnette, della Pierina col sugo di funghi (porcini e finferli) al posto di quello di carne e naturalmente non può mancare un assaggio di risotto all’amarone. Come secondo c’è chi prende la guancia di manzo brasata e chi il baccalà (cioè lo stoccafisso) alla vicentina.
Entrambi i piatti sono di una solida bontà e vengono spazzolati in pochi minuti. Ma per farvi capire dove sta il segreto del ristorante voglio parlarvi dei finocchi in tegame che portano ad uno dei commensali come contorno. Per gentilezza li fa assaggiare a tutti e tutti sbianchiamo perché una cosa così semplice e così buona lascia tutti di stucco. Li ordiniamo tutti ma il destino si accanisce: finiti! Ne avremmo mangiati in dosi industriali. Questo è il bello della grande cucina semplice, riuscire a rendere indimenticabili piatti semplicissimi.
Tra un “piccolo-grande piatto”  e l’altro, tra un calice di Ripasso e l’altro, ogni tanto diamo un’occhiata alla finestra per controllare se la nostra amica nebbia ci sta aspettando. Lei è lì, al freddo, ma non si muove di un millimetro.
Dopo qualche altro calice (sì, che c’è di male?) mi metto a girare un po’ per il locale a fare delle foto, in particolare a quello che io definisco “il polittico della pasta”, cioè una  grandissima cornice appesa al muro, al cui interno ci sono i vari attrezzi usati per fare, tirare, tagliare la sfoglia.
Da vedere anche la cantina, una vera e propria fucina di bottiglie locali, dalle più semplici alle più importanti, da quelle recenti alle vecchissime. Lì dentro si corre veramente il rischio di farsi del bene!
Naturalmente la carte dei vini è incentrata sui vini della Valpolicella e del Veneto in generale, con prezzi veramente molto interessanti. A proposito di prezzi: per la cena, vino escluso, abbiamo speso circa 30 euro a testa.
Sarà perché la tiriamo in lungo ma quando usciamo la nebbia si è rotta le tasche di aspettarci e la discesa a valle è tranquilla e beata. Caprini aspettami, nebbia o non nebbia tornerò sicuramente!
Trattoria Caprini
Via Zanotti 9, loc. Torbe,  Negrar (Verona)
tel: 045 7500511
mail: info@trattoriacaprini.it
sito web:  www.trattoriacaprini.it
giorno di chiusura: mercoledì

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