Signori, si cambia, e il mondo del bere va in giostra

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Signori, si cambia! Già, da qualche po’ di tempo, nel mondo (e nel modo) del bere alcolico si cambia con una rapidità che fa girare la testa. Non ci pensavo, ma ha ragione James Laube, editorialista di Wine Spectator, quando sul suo blog scrive: “Sono stupito da come la gente tenga il passo con tutte le nuove tendenze del bere, ma lo fa, e questo rende il mondo del bere molto più interessante”.

Dunque, al di là dei settarismi, si passa con una velocità (e una facilità) impressionante dal rosso strutturato al gin, dalle birre in stile ipa alle bollicine, dal mondo “naturale” al cocktail proibizionista. dal sidro ai bianchi affilati come una spada. Posso dirlo? Non c’è probabilmente mai stato un periodo così interessante – vorrei dire “eccitante”, intrigante – nella storia del bere alcolico. Ogni giorno si aprono nuove frontiere: i vini arancione, la tradizione della Crimea, il rosé e via e via e via ancora. Non ci si tiene quasi dietro. Eppure funziona. Magnifico.

Ch-Ch-Changes in My Cellar” titola il pezzo di Laube, prendendo spunto da David Bowie. “Strange fascination, fascinating me. Changes are taking the pace I’m going through” dice quella canzone. “Strano fascino, un fascino che mi affascina. I cambiamenti prendono il ritmo che ho preso io”, potrei tradurlo così. Ecco, sì, l’importante è essere pronti al cambiamento, sempre. Farsene affascinare, non lasciarsene sopraffare. Funziona. Magnifico.

Prosit, levo il calice al turbinio di cose nuove.


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