La sambuca (coi fiori di sambuco)

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Sinceramente, per dare garanzia sulla qualità del prodotto non credo sia necessario scrivere in etichetta che nel 1961 papa Giovanni ha autorizzato la liquoreria a fregiarsi del titolo di fornitore dello Stato Vaticano. Lasciamo che siano altre le parole del Papa Buono a restare nelle menti. Anche perché la Sambuca Vecchia della Sarandrea non avrebbe davvero bisogno di simili assist, dato che buona lo è proprio tanto.
L’ho conosciuta, questa sambuca, al Salone del Gusto, fra gli stand degli espositori del Lazio, giacché la ditta che la produce (la ragione sociale è Sarandrea Marco & C.) ha sede a Collepardo, in provincia di Frosinone. Mi ha colpito per il suo equilibrio. Intendo dire che dolcezza, aromaticità e alcolicità stanno davvero in equilibrio. Trovarne di sambuca di questo genere.
Ecco, semmai il problema è proprio questo: trovarla, appunto, ché non credo abbia ampia distribuzione, ed è un peccato, perché berne un bicchierino è davvero piacevole.
In etichetta, oltre alla citazione pontificia, si dice anche che questa sambuca sarebbe fatta con il “distillato di fiori di sambuco”, secondo i dettami d’una antica ricetta. In effetti, tra gl’ingredienti leggo che c’è anche del distillato di sambuco, e forse è proprio da lì che viene la bella florealità che si ritrova nel bicchiere. Poi, ovviamente, l’anice stellato.
Buona. Se vi capita a tiro, questo liquore, non lasciatevelo scappare, ammeso ovviamente vi piaccia il genere. C’è anche in bottigliette da 0,20.

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