Gratificarsi a Natale, la confettura di ballerine

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Eccomi al secondo consiglio di coccole natalizie gastronomiche da regalarsi acquistando on line su botteghe virtuali italiane (il primo è stato quello delle deliziose scorze di arancia bio al cioccolato vendute da Sicibia). Delle eccellenti confetture che fanno al monastero di Bose, in Piemonte, mi è già capitato di parlare qualche tempo fa. Ma stavolta ci ho scovato una chicca strepitosa, e parlo della confettura extra di ballerine, e con questo nome locale devono intendersi certi fruttini che somigliano vagamente a delle meline mignon che sono grosse poco più di un grano di pepe e che hanno un gusto che è una via di mezzo tra quella dell’amarena e quello del mirtillo e sono invece il frutto di un arbusto che si chiama Amelanchier alnifolia, una pianta – da quel che leggo – originaria dell’Alaska e del Canada, dove il fruttino che produce viene chiamata pigeon berry, la bacca dei piccioni.

Ora, parlare di confettura non dà esattamente il senso di cosa c’è dentro al barattolo, perché i fruttini sono interi e somigliano semmai a della frutta in composta, e li vedrei bene sopra a un gelato alla vaniglia o alla crema. Slurp!

Sull’ecommerce del monastero di Bose il barattolo in vetro da 345 grammi viene 6 euro, e assicuro che si tratta di una delizia, fuori dagli schemi. Io le ballerine le ho già ricomprate due volte.


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