Che barba, che noia

che barba

Sono noiosa a me stessa. Ogni volta la stessa antifona. Scrivo e riempio pagine di quadernetti con appunti e spunti e quando si tratta di estenderli al pc, mi boicotto. Vediamo se con questa strategia riesco ad aggirare l’ostacolo. Inizio scrivendo proprio della mia difficoltà che, tasto dopo tasto, diventa facilità. Perché le parole sanno viaggiare, bisogna solo saperle indirizzare e poi ho uno stimolo di tutto rispetto. Seduta sul terrazzo fronte piscina, con un venticello che rinfresca la mia schiena sbruciacchiata dal sole, sento gli urletti gioiosi dei bambini che prendono la rincorsa e si tuffano vittoriosi nell’acqua. Sono piccoli e consci della loro energia che usano per ridere e godere di quanto di bello hanno intorno. Non abbiamo niente da imparare dai bambini, soltanto da ricordare. Non ci manca l’energia che i bambini possiedono, l’abbiamo soltanto coperta di rimuginamenti, pensieri, preoccupazioni e inquinamenti quotidiani. Saper osservare i bambini con lo spirito dell’allievo è una grande opportunità e ora la mia tastiera ed io siamo di nuovo amici.


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