Frittatona, funghi e radicchio di campo. Una cena semplice e appagante eppure.. c’è quella voglia di non-so-che che stuzzica. Taglio due fette di pane e le metto a tostare. Sbuccio uno spicchio d’aglio e lo porto in tavola. “Lo fai anche per me, vero?”, domanda il mio compagno. “Lo voglio anch’iooo” si aggancia la quattrenne sdraiata per terra a colorare i suoi disegni. Non sa neppure che cosa sto facendo ma, se lo mangia la mamma, allora lo mangia anche lei. Prendo l’olio nuovo di Contadini per Passione, quello che Paolo mi ha spedito insieme a un sacco di altre cose. Olio di olive biancolilla, da Agrigento, precisamente Ribera. Ogni volta che provo un olio ho il ricordo del mio babbo che lo assaggiava con il cucchiaio e così faccio io. Prima lo annuso e poi lo metto in bocca. La prima esperienza con un olio siciliano non fu positiva, era grasso e untuoso, fastidioso. Questo profuma di pulito, di foglie i carciofo e foglie di pomodoro. Che piacevolezza! È discreto, deciso e delicato. Lo verso a pioggia sulla fetta di pane, la mia bimba lecca anche il piatto. “Ci facciamo un dolcino” dico io. Tiro fuori tre arance navel, sempre di Contadini per Passione, le taglio a fette, ci metto un pizzico di zucchero muscovado, che ricorda un po’ la liquirizia, e finisco con un bel giro d’olio. Facciamo pure il bis! E anche per questa ricettina, ringrazio il mio babbo che mi ha insegnato le merende “strane”.


