Luigi Bagassi fa l’enotecaro a Brescia perché gli piace. Lo si capisce da come sgrana gli occhi quando ti racconta dei viaggi che fa in lungo e in largo per la provincia e per l’Italia, oppure in Francia, a scovare piccoli vignaioli, di cui vende i vini nell’enoteca A La Cave (sta proprio in centro) o che importa sotto il nome Giacimenti. L’ultima volta che sono stato a trovarlo, era appena tornato dal Jura, portando con sé mezza forma di un meraviglioso formaggio Comté. Di solito col Comté ci bevo il Vin Jaune, ma Luigi mi ha consigliato anche il Savagnin di un produttore che importa lui, il domaine Baud Génération 9. “Génération 9” sta a indicare che quella attuale è la nona generazione di vigneron della famiglia Baud. Non ci ho pensato un attimo e l’ho comprato. Adesso che l’ho bevuto, ringrazio Luigi per il gran bel consiglio.
Il vino si chiama L’Un. È un Savagnin “non ouillè”, ossia prodotto in ossidazione, senza ricolmare la botticella da 228 litri, con la stessa metodologia, cioè, del Vin Jaune, ma con minor sosta sotto quel velo di lieviti che viene chiamato flor: ci sta tre o quattro anni, contro i sei anni e tre mesi richiesti per il Vin Jaune. Ne deriva comunque un quadro di aromi che più jurasiano non si può, con quei sentori tipici di noci, di mandorle e di mobile vecchio, e poi, man mano, anche di sedano rapa, di noci e di finocchio e perfino, un po’, di tartufo bianco. L’acidità, poi, è travolgente, la beva straripante, nonostante i quattordici gradi e mezzo di alcol.
Da comprare e da bere subito, se volete, oppure anche da far invecchiare per tutto il tempo che vi va. Comunque, una gran bella espressione del Jura. Certo, non è economicissimo, perché negli ultimi anni, per la legge della domanda e dell’offerta, i prezzi dei vini del Jura, diventati celeberrimi, sono tutti schizzati alle stelle. On line viene sui 40 euro. A chi mi chieda se li merita, rispondo di sì.
Côtes du Jura Blanc Savagnin L’Un 2020 Baud Génération 9
(93/100)


