Vi prego, liberate Catullo dal Lugana

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Catullo c’entra, eccome se c’entra. C’entrano l’odio e l’amore di cui scrisse nel carme 85. Ho avuto anch’io il mio “innamoramento” per il Lugana, e sono stato probabilmente tra i primi e gli ho dedicato anche un libro, ma adesso ho un fiero “disamoramento” ogni volta che vedo che si continua a plagiare il sublime Gaio Valerio Catullo attribuendogli inesistenti antiche lodi luganiste. Ho qui davanti l’ennesimo testo. Fremo.

In terra di Lugana c’è chi seguita a dire e a scrivere che il Lugana è vino che fu “già cantato da Catullo”. Non è vero, non ce n’è prova, e anzi neppure esisteva il Lugana ai tempi di Catullo. La vogliamo dunque finire una buona volta con questa stupidaggine?

Allora, cari luganisti, oggi che la fortuna vi sorride più che ad ogni altra terra vitata italiana, smettetela con queste infondatissime ma fastidiosissime storielle. Non ne avete bisogno, credetemi, ché il vino parla da solo.

C’è invece un rischio, a continuare di questo passo, ed è che qualcheduno, fra i puntigliosi wine writer esteri, vi prenda sul serio e vada a cercare una fonte catulliana e non la trovi (non essendoci è ovvio che non si trovi) e che dunque caschi il palco e se ne abbia caduta anche di reputazione per il vostro vino. A raccontar frottole si finisce per non esser credibili neanche quando si parla di vino, non vi pare?

Per favore, lasciate in pace Catullo, liberatelo.

A proposito, il carme 85 è questo che segue.

Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.
Nescio, sed fieri sentio et excrucior.

Odio e amo. Forse mi chiedi come sia possibilie. Non lo so, ma è quel che sento e mi ci torturo.

 


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2 comments

  1. Maurizio Gily Rispondi

    Semmai dovrebbero essere i Campani a sfruttare Catullo. Minister vetuli puer Falerni…

  2. Angelo Rispondi

    Ma Catullo non era quello che mandava i carpioni del lago in “cunsa”all’imperatore a Romae da lì nacque il pesce in carpione! Jajaja