Una gatta libera

una gatta libera

Lei aveva a disposizione il piano terra e il secondo piano. Io tutti e tre. Il divano in soggiorno era suo, l’avevo acquistato per lei e l’abbiamo usato insieme. La sera ogni tanto si litigava sulla porta della mia camera. Lei voleva entrare e faceva l’offesa. Era divertente. Si bisticciava per gioco e lo sapevamo entrambe. I primi mesi nella casa nuova mi guardavo bene da aprire le finestre. Avevo paura che saltasse in strada. Avevo paura di molte altre cose. È stata una buona maestra ed io una buona compagna. Luna è una gatta e ho rispettato la sua natura. Più indipendente di ogni gatto incontrato. Ipersensibile. Un caratterino senza sbavature. Fiera. Bellissima. Sapevo che sarebbe potuta andare via e ho lasciato che vivesse la vita come natura vuole, da gatta libera. È tornata a salutarmi. Una stella cadente ha accolto il mio desiderio di vederla viva piuttosto che continuare a chiedermi cosa le fosse successo. È tornata. Ci siamo guardate negli occhi. Niente smancerie. Ci siamo lasciate bimbe e ci siamo dette addio da adulte. Mature. Con gli occhi ricchi di esperienze. E il cuore colmo di gratitudine.


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