Se ti piace l’etichetta è probabile che ti piaccia il vino

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Se ti piace l’etichetta di una bottiglia di vino, è molto probabile che ti piaccia anche il vino. Lo dice una ricerca condotta “sul campo” da Darcen Esau per il suo master in Community, Culture and Global Studies all’Università della British Columbia. Ne parla un articolo di Maryse Zeidler sul sito dell’emittente canadese CBC News.

Darcen Esau è partito ponendosi due domande. La prima: con tutte le opzioni che sono disponibili sul mercato, perché certe etichette piacciono più di altre alla gente? La seconda: l’etichetta impatta davvero sull’esperienza del bevitore di vino?

La risposta alla prima domanda è che la gente vuole sentirsi in grado di relazionarsi con l’etichetta, in modo tale da trovarci una specie di rappresentazione di chi è e dell’immagine che vuol trasmettere di sé. Insomma, la gente vuole riconoscersi dentro all’etichetta.

La risposta alla seconda domanda è che sì, l’etichetta ha un forte impatto sull’esperienza del bere, tant’è che un vino che ha l’etichetta “giusta” viene percepito come migliore, assaggiandolo, anche rispetto allo stesso vino presentato con un’altra etichetta. “A prescindere dal vino che ha nel bicchiere, se qualcuno si identifica con l’etichetta pensa che il vino sia migliore” dice la ricerca.

Tutto chiaro? Tutto semplice? Nient’affatto. Il problema è che, come per il vino, anche per le etichette i gusti sono diversi, e non necessariamente un’etichetta che piace a me deve piacere anche a te. Restiamo nell’universo della soggettività. Per fortuna.


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