Stupirsi per McDonald’s all’Expo

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Sono sinceramente stupito dello stupore che ha suscitato, sul web e sui social network, la notizia che McDonald’s sarà presente a Expo 2015 come Official Sponsor. Era mai possibile aspettarsi che un evento dai costi faraonici come l’Expo potesse fare a meno dell’apporto finanziario delle multinazionali del cibo? Sinceramente no, non era possibile, almeno per me. Era come attendersi che una mecenate proveniente da una lontana galassia volesse coprire quelle spese ingentissime. Come pensare che i bambini li porti la cicogna, oppure che nascano sotto il cavolo, per stare in tema di cibo. Favole.
L’Expo è business globale, e dunque gli attori globali saranno presenti. Ci sarà McDonald’s com ci sarà la Coca Cola. Se non ci fossero, credo che Expo non si potrebbe fare, e forse non avrebbe neanche senso farlo. Bastava un convegno, bastava una fiera. Non un evento planetario di sei mesi.
Visto che l’Expo si è deciso di farlo – e semmai c’era da discutere su questa scelta -, occorre accettarne le regole del gioco. Augurandosi che i colossi del villaggio globale contribuiscano con la loro potenza finanziaria a sostenere i costi anche per chi questa potenza non ce l’ha. Anzi, operando attivamente – ed è responsabilità di chi dell’Expo ha, appunto, la responsabilità – perché i denari sborsati dai grandi vadano anche in favore dei piccoli, consentendo loro una presenza non solo ideale, ma attiva e concreta.
Dunque, all’Expo arriva McDonald’s, un gigante. Ha 36 mila ristoranti in 120 paesi nel mondo, dove ogni giorno entrano qualcosa come 70 milioni di persone. Pensare che McDonald’s potesse star fuori del’Expo era illusorio. Pensare che Expo potesse esistere senza le multinazionali era altrettanto illusorio. Personalmente non mi sono mai illuso che potesse accadere.


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