Il Sannio Taburno Coda di Volpe 2015 di Lauranti

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A dare anima ad un vino è il territorio, ma a fissarlo nella memoria sono la mano e il cuore del suo produttore. Non so perché di Coda di Volpe che lascino il segno ne ho provate veramente poche.

Ritroviamo questo vitigno a bacca bianca ben diffuso un po’ in tutto il beneventano, nell’areale dei Taurasi, ed in piccola parte sul Vesuvio. Anche se qui, non ho capito per quale motivo, si è fatto passare spesso il caprettone, storico del territorio vesuviano, per coda di volpe.

L’incontro con questa bottiglia è stato molto casuale e direi fortunato. Sì perché mi ha sorpreso non poco per la sua energia, per la capacità e la voglia di raccontarsi nel bicchiere nonostante l’azienda fosse piuttosto giovane. Pare che le cose belle o importanti seguano spesso incontri non cercati.

La cantina è nel Sannio, a Torrecuso, ai piedi del monte Pentime dove il bisnonno Giovanni Iorio, a cavallo tra gli anni Venti e Trenta, rientrò dagli Sati Uniti. Il Sannio, così come il Cilento, sono territori campani che hanno visto una fortissima emigrazione nella prima metà del Novecento. Giovanni con i soldi messi da parte grazie ai guadagni ricavati dal lavoro nella terra del grande sogno americano, scelse di radicare profondamente le proprie radici attraverso la vite. Tra l’altro, le vigne erano poco presenti in questa zona in quel periodo. Questa era terra di grano e foraggio, produzioni decisamente meno impegnative.

Intuendo le potenzialità vitivinicole di Torrecuso, costituì una squadra di “lauranti”, lavoratori della terra che ben conoscessero il territorio e le tecniche per ricavarne il meglio. Quel progetto di agricoltori e vignaioli specializzati si fece notare a tal punto che “Lauranti” divenne il loro nome e quello della zona nella quale operavano. Da qui la scelta di mantenere l’appellativo ed eleggerlo a simbolo dell’attuale azienda vitivinicola condotta da Pierluigi Iorio insieme ai fratelli Francesco e Roberta, tutti molto giovani.

I Lauranti rappresentano quei saperi antichi legati alle proprie radici, ai ritmi dei campi e della vigna che, come sempre, quando incontrano le tecniche attuali ed una certa coscienza nel fare bene, diventano una potentissima energia positiva.

Nel bicchiere di Coda di Volpe 2015 questo insieme di cose lo ritroviamo fino in fondo e il vino si fa bere e ribere con curiosità. Al naso si esprime in maniera profonda, ha un bel ritmo sia nei profumi che all’assaggio. Prevalgono i sentori di grafite, seguiti dai fruttati di nespola e mandarino, appena speziato nei toni del pepe bianco e anice stellato. Il sorso avvolge ed intriga moltissimo, solare, vibrante di energia, appena ruvido e lungo sui toni salati. Proprio una bella bottiglia da stipare a lungo in cantina.

Sannio Taburno Coda di Volpe 2015 Lauranti


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