Il Prosecco Doc a 627 milioni di bottiglie, il Rosé a 71

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Sì, lo so, c’è chi in Italia continua a dire Prosecco mai! e ognuno è ovviamente libero di pensarla come vuole e di bere quel che vuole, ma gli irriducibili non scalfiscono la continua e clamorosa crescita di un prodotto che ha cambiato i paradigmi del mercato mondiale del vino. Perché la Doc del Prosecco è diventata di gran lunga la più grossa al mondo e nel 2021 ha toccato un nuovo record di vendita, segnando i 627,5 milioni di bottiglie – diconsi seicentoventisettemilioni e mezzo. (Attenzione, sto parlando del “solo” Prosecco Doc, senza includere le due Docg del “sistema Prosecco”, perché se si contassero anche quelle il computo arriverebbe intorno ai settecentocinquanta milioni di pezzi. Ma si tratta di denominazioni di origine diverse.)

C’è tuttavia un “di cui” compreso in quei 627,5 milioni che a mio avviso rende ancora più eclatante il dato di vendita 2021 del Prosecco, ed è quello che riguarda il “nuovo” Prosecco Doc Rosé, nato “appena” nell’ottobre del 2020. Ebbene, questo neonato vino rosa spumante nel 2021 ha totalizzato vendite per ben 71,5 milioni di bottiglie, settantunmilioni e mezzo. Più di tutto il vino rosa a menzione geografica sin qui prodotto in Italia. Insomma, con la nascita del Prosecco Rosé il mondo rosatista italiano a menzione geografica di fatto ha raddoppiato i volumi in un solo anno. Quando dicevo che a mio avviso il Prosecco Rosé avrebbe fatto da volano al movimento “rosa” italiano mi credevano in pochi e comprendo che parecchi possano restare tuttora scettici, ma mai sino ad ora in giro per il mondo, e nella stessa Italia, si è presa in così ampia considerazione la prospettiva “rosa” del vino italiano. L’idea di bere rosa italiano non è più così marginale come era anche nel recentissimo passato, e penso che sempre meno lo sarà. Grazie al Prosecco Rosé, l’Italia incomincia finalmente ad essere vista e pensata anche come paese rosatista – sin qui non lo era affatto, e quando si parlava di rosé si guardava praticamente solo alla Francia -, e resto convinto che questo potrà essere di beneficio per molti.


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2 comments

  1. Mauro Marabini

    Il prosecco é una gloria nazionale, che fa onore all’Italia anche per come ha saputo incidere sul mercato globale dei vini.
    Lavoro in Francia, abito a Monte-Carlo: anche i francesi cominciano ad apprezzarlo, ma ancora con un po’ condiscendenza.

  2. Andrea

    Un interessante e bell’articolo